Alzheimer, quando scende la nebbia

E’ come quando scende la nebbia. All’inizio sembra solo sfumare i contorni, poi non si vede più nulla. Niente scompare, tutto è lì al proprio posto ma è come se non ci fosse. Non ci sono sguardi, non ci sono carezze, non ci sono parole. Non ci sono ricordi. Ecco l’Alzheimer è la nebbia che cala in una famiglia. Cancella i contorni e i ricordi, stravolge i rapporti. Ognuno è lì al proprio posto ma è come se fosse nascosto. Oggi è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer che, solo in Italia, colpisce più di un milione di persone.

Una diagnosi di morbo di Alzheimer cambia la vita, dei pazienti ma anche dei familiari. E improvvisamente ci si ritrova da soli, eppure così vicini. Perché è doveroso dirlo, i caregivers non sono mai veramente preparati a quel bagaglio di difficoltà – soprattutto emotive – che comporta veder scivolare nella nebbia una persona cara.

La pandemia, se possibile, ha complicato ancora di più un quadro così fragile. E’ di questi giorni la notizia di un rapporto di Alzheimer’s Disease International (Adi) diffuso anche dalla Federazione Alzheimer Italia (Fai) nel quale si evidenzia come in Italia quasi un malato su 5 morto di Covid-19 era affetto da demenza. D’altra parte l’età è un fattore di rischio per la demenza e il Covid-19 è particolarmente pericoloso per le persone anziane perché più fragili.

E’ quindi quanto mai importante parlare di demenze, anche per far sentire meno soli i caregivers. Per rompere il silenzio che cala nelle famiglie quando scende la nebbia. Per questo la Giornata Mondiale – ma tutto il mese è dedicato alle demenze – ha come tema proprio “Demenza: parliamone!”. Tutti insieme facciamo sentire le nostre voci.

Fonte: Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia– Impact and mortality of COVID-19 on people living with dementia: cross-country report– XXVII Giornata Mondiale Alzheimer e IX Mese Mondiale Alzheimer

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