Dagli scarti del limone un aiuto per il cuore

Che gli agrumi siano alleati della salute si sa da tempo e non a caso sono protagonisti assoluti della dieta mediterranea e delle tavole italiane. E la cosa bella è che del limone non si butta via nulla, nemmeno gli scarti! La novità viene da una ricerca italiana grazie alla quale è stata messa a punto una metodologia innovativa per trasformare gli scarti della lavorazione del limone in integratori e nutraceutici da utilizzare nella prevenzione di alcune patologie come obesità, diabete, ipercolesterolemia e disturbi cardio-vascolari.

Messa a punto dall’ENEA, in collaborazione con delle aziende siciliane, l’innovazione si basa sull’utilizzo della tecnologia ‘separazione su membrana’ grazie alla quale dagli scarti e dai sottoprodotti ottenuti durante la lavorazione del limone si ottengono delle nanovescicole, ovvero piccolissime sfere, ricche di composti bioattivi come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine.

Questa tecnica brevettata permette, quindi, di ottenere integratori e nutraceutici ed è applicabile anche ad altre matrici vegetali oltre al limone.

«Il brevetto – utile anche per la formulazione di cibi e bevande con proprietà nutraceutiche – si ispira al principio zero waste (ovvero zero rifiuti) nei processi produttivi ed è in grado di rispondere sia a esigenze ambientali che economiche, legate da una parte all’abbattimento dei costi di smaltimento e dall’altra alla trasformazione degli scarti agroindustriali in bioprodotti ad alto valore aggiunto», sottolinea Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi del Centro Ricerche ENEA della Trisaia.

https://www.enea.it/it/Stampa/news/salute-dagli-scarti-del-limone-integratori-e-nutraceutici-contro-il-rischio-cardio-vascolare

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