Fare o non fare? Questo è il dilemma

La lista delle cose da fare aiuta molte persone a gestire il tempo: cosa comprare, cosa mettere in valigia, gli impegni della settimana, cosa vedere, i desideri da realizzare e addirittura le 100 cosa fare prima di morire. E ogni volta quel segno di spunta nell’elenco delle cose fatte è un gesto estremamente liberatorio soprattutto quando l’attività è ‘in lista’ da molto tempo. Ma cosa succede nel nostro cervello quando abbiamo completato un’attività rinviata? Un team di scienziati del Collaborative Research Center 940 ‘Volition and Cognitive Control’ presso TU Dresden, ha analizzato venti anni di ricerca sulla disattivazione delle intenzioni posticipate: bambini che rimandano a riordinare la loro stanza, persone che pianificano di chiamare il loro migliore amico domani piuttosto che subito e così via. È stato dimostrato che le intenzioni influenzano i nostri pensieri e le nostre azioni fino a quando non vengono completate, disattivate e quindi rimosse dalla lista di cose da fare.

«Con nostra sorpresa, tuttavia, la ricerca ha ripetutamente dimostrato che le intenzioni completate a volte non vengono disattivate immediatamente, ma continuano a influire sulle persone. Ad esempio, quando si implementano nuove intenzioni» spiega Marcus Möschl, uno degli autori dello studio pubblicato su Psychological Bulletin. In particolare, ciò accade quando un’azione è stata posticipata fino a quando un evento saliente o una funzione di stimolo non vengono utilizzati come promemoria. Le persone anziane o malate, ad esempio, possono rimandare l’assunzione di farmaci fino a quando non ricevono una notifica del calendario sul proprio cellulare. Se questo allarme suona di nuovo, anche dopo aver assunto il farmaco, in casi rari, la persona potrebbe anche riassumere il trattamento.

«Spesso le intenzioni sembrano essere disattivate non appena vengono completate. Tuttavia, questa disattivazione non funziona sempre perfettamente come l’accensione e lo spegnimento della luce. In alcuni casi, le connessioni tra uno stimolo e un’azione completata devono essere dissolte passo dopo passo fino a quando l’evento o lo stimolo non attivano più il recupero del completamento dell’intenzione» conclude Möschl.

Fonte: Aftereffects and deactivation of completed prospective memory intentions: A systematic review