Il clostridium difficile ormai è ovunque

L’allarme è serio e va preso in considerazione. Il Clostridium difficile – un batterio che causa l’infiammazione del colon e diarrea grave – è ormai ovunque in tutto il mondo, anche in ambienti non sanitari. Persino sotto le scarpe. Lo dicono i ricercatori dell’University of Houston in un documento presentato alla Infectious Disease Society of America IDWeek.

In un campione mondiale, il 26% dei campioni ambientali da siti di assistenza sanitaria e non sanitaria è risultato positivo ai ceppi di Clostridium difficile. Le suole delle scarpe hanno avuto il più alto tasso di positività, con il 45% dei campioni positivi al batterio. Il Clostridium difficile è responsabile di quasi mezzo milione di infezioni e 15.000 morti negli Stati Uniti ogni anno. Fino ad ora, la sua presenza in ambienti comunitari è stata ampiamente trascurata.

«Fino ad ora il Clostridium difficile era conosciuto storicamente come un problema legato soprattutto alle infezioni ospedaliere e per questo gli sforzi per controllare la sua diffusione sono stati focalizzati su ospedali e strutture di assistenza a lungo termine. Recentemente i casi di Clostridium difficile in ambiente non ospedaliero sono aumentati e questo ci fa dire che dobbiamo intervenire perché la popolazione a rischio non è più solo il paziente malato in ospedale. Identificare quella persona a rischio ovunque nel mondo dovrebbe diventare una priorità, indipendentemente dal fatto che la persona sia in un ospedale o nella comunità» dice Jinhee Jo, uno degli autori.

Tutti possono agire per prevenire l’infezione e ridurre la diffusione del Clostridium difficile, bastano semplici misure come una corretta igiene delle mani, la pulizia delle superfici con disinfettanti chimici e la rimozione delle scarpe prima di entrare in una casa o in uno spazio comune.

https://www.idsociety.org/news–publications-new/articles/2021/c.-difficile-is-everywhere–even-on-the-bottom-of-footwear/

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