La tachicardia da rientro nodale

La tachicardia da rientro del nodo atrio-ventricolare  è una delle più frequenti tachicardie del bambino. È un disturbo del ritmo cardiaco che produce un’accelerazione improvvisa del battito. Questa alterazione viene eliminata, in genere, con le tecniche di ablazione transcatetere con radiofrequenza. La difficoltà risiede, soprattutto, nella necessità di individuare con assoluta precisione dove intervenire ed evitare il rischio di complicanze.

Medici e ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno messo a punto una nuova tecnica di mappaggio del voltaggio elettrico del cuore in 3D, in grado di identificare con colori ben definiti l’area su cui intervenire.

«Con questa tecnica abbiamo in qualche modo “gettato un secchio di vernice” sul nostro nemico invisibile, la via lenta di conduzione elettrica atrio- ventricolare. Mentre prima era solo il segnale elettrico a guidarci, adesso la mappa del voltaggio in 3D ci consente di centrare il bersaglio con sicurezza, realizzando delle ablazioni più precise perché mirate sulla zona malata» spiega Fabrizio Drago, autore dello studio pubblicato su EP Europace.

Per ridurre ancora di più i rischi ablativi è stata usata la crioenergia o energia “fredda”,che è più sicura perché è più dosabile della radiofrequenza.

«Stiamo già lavorando su metodiche di mappaggio ad alta densità di punti, con cateteri mappanti multi-elettrodo. Siamo già in grado di realizzare mappe 3D del cuore sofisticatissime in un quinto del tempo e con un numero di punti acquisiti dieci volte superiori. Tutto ciò sta permettendo ablazioni ancora più mirate, sicure ed efficaci e non escludiamo la possibilità di estenderle ad altri tipi di tachicardie» conclude Drago.

https://academic.oup.com/europace/article-abstract/23/2/271/5920601

IT-NON-04878-W-06/2023