Olocausto, la memoria della gratitudine

Oggi è il Giorno della Memoria per non dimenticare una tragedia che ha sconvolto l’Umanità. Quella stessa memoria che ha aiutato anche la Scienza a studiare la gratitudine. Perché, nel dramma, i ricordi di gesti eroici e generosi sono stati messi al servizio della Ricerca. La notizia, di qualche anno fa, è di quelle che scaldano il cuore. Al Brain and Creativity Institute (BCI) dell’University of Southern California si stava studiando come il cervello prova gratitudine e i ricercatori hanno trovato un aiuto prezioso in una risorsa inaspettata: le testimonianze dei sopravvissuti dell’Olocausto. «Con la Shoah, in genere, associamo solo cose terribili. Ma quando abbiamo ascoltato i sopravvissuti, abbiamo ascoltato anche storie di generosità e gratitudine per l’aiuto che hanno ricevuto» ha spiegato Glenn Fox, autore principale della ricerca.

«Lo studio getta nuova luce su una materia molto poco studiata: l’emozione della gratitudine che pure è un sentimento molto importante nel comportamento sociale, premia la generosità e mantiene il ciclo di un comportamento sociale sano» ha spiegato Antonio Damaso, direttore del BCI

Attraverso i documentari e le molteplici registrazioni prese dagli archivi della US Shoah Foundation il team si è immerso nella storia dell’Olocausto e ha fatto vivere un’esperienza immersiva anche ai partecipanti allo studio, facendoli sentire parte integrante e protagonisti delle storie, riuscendo poi a mappare il senso della gratitudine nel loro cervello quando ricevevano un aiuto per nascondersi, un paio di scarpe, un po’ di cibo, piccoli o grandi gesti fondamentali per sopravvivere.

«Quando hanno testimoniato alla USC Shoah Foundation molti sopravvissuti all’Olocausto ci hanno detto di aver trovato la ragione per essere grati, sia che si trattasse di uno sconosciuto che offriva un po’ di cibo o di un vicino che offriva un posto dove nascondersi. Questi piccoli atti di generosità li hanno aiutati ad aggrapparsi alla loro umanità. Il fatto che Glenn Fox sia stato in grado di usare le testimonianze nella sua incredibile ricerca sulla gratitudine mostra perché è così importante preservare le voci delle persone che hanno vissuto questi tempi bui» ha detto il direttore esecutivo della US Shoah Foundation Stephen Smith. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology.

Fonte: Holocaust Survivors’ Memories Help Researchers Map Brain Circuitry Of Gratitude