Parlare con un avatar per non vergognarsi

Ci sono argomenti imbarazzanti dei quali è difficile parlare. Soprattutto se dall’altra parte abbiamo un ‘umano’. Molto più facile se il nostro interlocutore è virtuale, un ‘avatar’, un computer che pensiamo non ci possa giudicare o deridere. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Otago e pubblicato sulla rivista Behaviour & Information Technology.

Lo studio ha riguardato 41 argomenti sui quali è stato chiesto ai quasi 350 partecipanti dello studio, provenienti dalla Nuova Zelanda e da oltreoceano, di rivelare informazioni ai fini della ricerca di aiuto. Nei primi argomenti  “più imbarazzanti” si annoveravano: “crimine commesso”, “disfunzione erettile” e “parti private puzzolenti”.

«Abbiamo scoperto che per questi tipi di argomenti valutati come più imbarazzanti dai partecipanti, la loro preferenza a rivelare informazioni su questi soggetti con un avatar è aumentata» ha spiegato Hsu autore dello studio.

Per argomenti come depressione o ansia, al contrario, i partecipanti non hanno mostrato preferenze nel parlare con un interlocutore ‘umano’ o ‘virtuale’.

«Una cosa che sappiamo è che man mano che le nostre vite moderne cambiano e l’intelligenza artificiale viene integrata nel nostro modo di vivere, dobbiamo capire come rendere gli avatar dei partner di conversazione più accettabili. Perché anche il sesso o l’etnia di un avatar possono comunque incidere sul sentirsi più o meno a proprio agio» dice il dottor Hsu.

https://www.otago.ac.nz/news/news/otago832547.html