Quando lo specchio ci fa soffrire

Si potrebbe chiamare la sindrome della matrigna di Biancaneve, ossessionata dall’immagine dello specchio. La dismorfia corporea, e cioè il vedere sempre un’immagine di sé riflessa nello specchio che non soddisfa ma, anzi, mette in evidenza difetti che non ci sono, è una grave patologia. E molto più spesso di quanto non si pensi è legata ai disturbi alimentari in un circolo vizioso difficile da spezzare.

I ricercatori dell’Anglia Ruskin University hanno scoperto che le persone con disturbi alimentari hanno una probabilità dodici volte maggiore di soffrire un disagio psicologico che si manifesta nella continua insoddisfazione del proprio aspetto estetico. Il team ha evidenziato che la maggior parte dei partecipanti allo studio che aveva segnalato disturbi alimentari soffriva anche di dismorfismo corporeo, un disturbo psicologico caratterizzato dall’ossessione di avere uno o più difetti fisici che in realtà non ci sono o sono minimi e non oggettivamente rilevabili da parte di altre persone. Lo studio non ha evidenziato associazioni significative tra dismorfismo corporeo, sessualità e uso dei social media rilevando, però, che sono le donne ad avere maggiori probabilità di mostrare i sintomi.

«La dismorfia corporea può provocare ansia, stress e riduzione della qualità della vita. Chi soffre di disturbi alimentari, come l’anoressia e la bulimia, condivide tratti psicologici simili. Chi soffre di dismorfismo corporeo dovrebbe essere sottoposto a screening regolari per i disturbi alimentari, poiché questa ricerca mostra una forte correlazione tra i due» spiega Mike Trott autore principale dello studio pubblicato su Eating and Weight Disorders.

Fonte: Prevalence and correlates of body dysmorphic disorder in health club users in the presence vs absence of eating disorder symptomology