Tumore dell’ovaio, dal pap test la diagnosi precoce

L’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce è ormai cosa nota ma non sempre è possibile perché, spesso, alcune malattie restano silenziose, non danno sintomi specifici e quando si scoprono sono già in fase avanzata. Come nel caso del carcinoma dell’ovaio. Ecco perché la notizia che l’Istituto Mario Negri – in collaborazione con l’Università Milano Bicocca e l’Ospedale San Gerardo di Monza – ha messo a punto per la prima volta una procedura per la diagnosi precoce del carcinoma dell’ovaio è davvero una bella notizia.

Tutto parte dal PAP test, una procedura semplice alla quale tutte le donne si sottopongono – o dovrebbero sottoporsi – proprio per la diagnosi precoce di alcune patologie, così come si fa con il seno con mammografia ed ecografia (a seconda dell’età).

Utilizzando il PAP test, che consiste nel prelievo di cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale, è possibile diagnosticare i tumori dell’ovaio in fase precoce attraverso l’impiego di nuove tecnologie di sequenziamento del DNA. La scoperta è frutto di una ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Jama Network Open, condotta dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, in collaborazione con l’Ospedale San Gerardo di Monza e l’Università di Milano-Bicocca, con il supporto della Fondazione Alessandra Bono Onlus.

L’innovativa procedura riveste una grande importanza in quanto la maggioranza delle pazienti con carcinoma dell’ovaio non presentano sintomi specifici e la diagnosi della malattia avviene in fase tardiva, quando il tumore è avanzato e molto difficile da curare. Se il tumore ovarico viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95% mentre la percentuale scende al 25% per i tumori diagnosticati in stadio molto avanzato. L’ipotesi di partenza è consistita nel fatto che dalla tuba di Falloppio dove nascono la maggior parte dei carcinomi sierosi di alto grado dell’ovaio (che sono l’80% dei tumori maligni dell’ovaio) si potevano staccare, fin dalle fasi precoci, delle cellule maligne che, raggiunto il collo dell’utero, potevano essere prelevate con un test di screening come il PAP test. «Il dato più interessante è che abbiamo dimostrato la presenza di DNA tumorale, che deriva dal carcinoma ovarico, in PAP test prelevati in pazienti affette da tumore ovarico anni prima della diagnosi di carcinoma dell’ovaio. Questo ci indica che già 6 anni prima le analisi molecolari messe a punto oggi avrebbero potuto consentire teoricamente di diagnosticare il tumore. Credo che l’applicazione di questo test possa salvare moltissime vite umane» dice Maurizio D’Incalci, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Istituto Mario Negri e autore dello studio. Lo studio, sottolineano i ricercatori, deve essere considerato con prudenza perché attuato in pochi casi, ma i dati sono estremamente convincenti e incoraggianti.

Fonte:  Carcinoma dell’ovaio: nuova procedura per la diagnosi precoceDetection of TP53 Clonal Variants in Papanicolaou Test Samples Collected up to 6 Years. Prior to High-Grade Serous Epithelial Ovarian Cancer Diagnosis

IT-NON-02555-W-07/2022