Un algoritmo per scoprire l’alzheimer

I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno sviluppato un algoritmo per stimare quando una persona, che potrebbe sviluppare la malattia di Alzheimer, senza sintomi cognitivi, inizierà a mostrare segni di demenza. L’algoritmo utilizza i dati della PET per amiloide per misurare i livelli cerebrali di proteina beta amiloide associata all’insorgenza della malattia.

L’amiloide si accumula silenziosamente nel cervello fino a due decenni prima che compaiano i primi segni di confusione e questo algoritmo rappresenta un nuovo modo per stimare quanto la malattia è progredita e quanto tempo rimane prima che si manifesti il ​​deterioramento cognitivo. Lo studio ha evidenziato che l’accumulo di amiloide ha un punto critico e ogni individuo raggiunge quel punto a un’età diversa. 

«Si può raggiungere il punto critico a 50 anni o può succedere a 80 anni o potrebbe non succedere mai. Ma una volta superato il punto di critico, gli accumuli di livelli di amiloide potrebbero causare demenza. Se sappiamo quantificare l’amiloide, possiamo calcolare da quanto tempo è stato raggiunto il ‘picco’ e stimare quanto tempo passerà prima che si potrebbero sviluppare i primi sintomi» spiega Suzanne Schindler, autore principale dello studio pubblicato su Neurology.

Le persone, nello studio ,che hanno raggiunto il punto di svolta in giovane età hanno impiegato più tempo a sviluppare sintomi cognitivi rispetto a coloro che lo hanno raggiunto più tardi nella vita. 

Le scansioni cerebrali PET dell’amiloide sono molto costose per l’uso clinico di routine, tuttavia, questo algoritmo, potrebbe aiutare ad accelerare lo sviluppo dei farmaci semplificando gli studi clinici.

https://n.neurology.org/content/early/2021/09/09/WNL.0000000000012775

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