Uno studio conferma: si deve smettere di fumare anche se difficile

Numerose ricerche hanno collegato il fumo di sigaretta alla morte prematura causata da malattie cardiovascolari e altre malattie come il cancro ai polmoni. Eppure, nonostante la crescente consapevolezza dei benefici derivati dallo smettere di fumare, sono ancora tante le persone che non riescono a smettere. «C’è molta più consapevolezza e preoccupazione per il tumore causato dal fumo rispetto alle malattie cardiache e, quindi, abbiamo pensato di definire meglio il rischio di malattie cardiovascolari legati al fumo. Nella nostra analisi, abbiamo scoperto che eventi fatali e non, legati alle malattie cardiovascolari hanno maggiori probabilità di verificarsi tra le persone che fumano» ha affermato Sadiya S. Kahn autore principale dello studio.

La ricerca, pubblicata su Journal of the American Heart Association, ha evidenziato che le donne di mezza età, fumatrici, avevano quasi il doppio delle probabilità rispetto alle donne non fumatrici di avere un evento cardiovascolare fatale come primo segno di CVD. Gli uomini di mezza età che fumavano avevano una probabilità del 79% di avere un evento cardiovascolare fatale come primo segno di malattia cardiovascolare, circa 1,5 volte più probabile rispetto agli uomini di mezza età che non fumavano.

«I nostri risultati rilevano che prevenire un infarto, ictus o insufficienza cardiaca è vitale, ma prevenire la morte improvvisa inaspettata come prima manifestazione di malattia cardiovascolare è chiaramente una priorità. Le persone che fumano potrebbero non rendersi conto del danno che questo provoca finché non è troppo tardi» puntualizza Kahn.

«Questi risultati offrono un messaggio molto convincente: il fumo può ucciderti prima ancora che tu sappia di avere una malattia cardiovascolare. Può, infatti, essere un killer silenzioso. Infarti, ictus e altri tipi di malattie cardiovascolari non hanno sempre campanelli di allarme precoci. E’ possibile prevenire le malattie cardiovascolari non fumando mai o smettendo di fumare il prima possibile» ha concluso Esa M. Davis, membro del Council on Lifestyle and Cardiometabolic Health dell’American Heart Association.

http://dx.doi.org/10.1161/JAHA.121.021751

IT-NON-06005-W-11/2023