Abbronzatura artificiale: rischio aumentato di tumore cutaneo

In inglese “indoor tanning”, l’abbronzatura artificiale prevede l’utilizzo di lettini solari e lampade che emettono radiazioni ultraviolette pensate per donare una pelle abbronzata. Sebbene lo IARC (Agency for Research on Cancer) abbia classificato i raggi UV emessi dai macchinari nel gruppo 1 dei cancerogeni, questi sono ancora ampiamente utilizzati nella popolazione. I raggi UVA (315–400 nm) e UVB (280–315 nm) emessi dai macchinari, danneggiano le cellule e il DNA, promuovendo la cancerogenesi del melanoma e del cancro alla pelle non melanoma (NMSC, non melanoma skin cancer).
Una revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata nel novembre 2021 su “Cancers”, è stata svolta con lo scopo di esaminare l’associazione tra abbronzatura artificiale e il rischio complessivo e l’insorgenza precoce del melanoma e NMSC, nella popolazione con un età inferiore ai 50 anni.
Per fare ciò, è stata svolta una revisione sistematica per mano di alcuni ricercatori coreani, che ha incluso 18 studi con 10,406 casi di NMSC e 36 studi con 14,583 casi di melanoma. Questi hanno mostrato una associazione significativa tra il cancro alla pelle e l’abbronzatura artificiale (melanoma, RR= 1.27, 95% CI 1.16–1.39; NMSC, RR = 1.40, 95% CI 1.18–1.65; squamous cell carcinoma (SCC), RR = 1.58, 95% CI 1.38–1.81; basal cell carcinoma (BCC), RR = 1.24, 95% CI 1.00–1.55). Ad aumentare è anche il rischio di insorgenza precoce del cancro alla pelle (melanoma, RR = 1.75, 95% CI 1.14–2.69; NMSC, RR = 1.99, 95% CI 1.48–2.68; SCC, RR = 1.81, 95% CI 1.38–2.37; BCC, RR = 1.75, 95% CI 1.15–2.77). Inoltre, i dati hanno evidenziato che la prima esposizione all’abbronzatura artificiale in età inferiore ai 20 anni, e la frequenza elevata nell’esposizione (più di 10 volte in un anno) comportano un elevato rischio di melanoma (RR = 1.47, 95% CI 1.16–1.85; RR = 1.52, 1.22–1.89) e NMSC (RR = 2.02, 95% CI 1.44–2.83; RR = 1.56, 95% CI 1.31–1.86).

Pertanto, lo studio ha confermato l’associazione tra abbronzatura artificiale e l’aumento del rischio di insorgenza precoce di melanoma e tumori cutanei non melanoma (NMSC); inoltre, esiste una relazione dose-risposta con la prima esposizione in età precoce e la frequenza dell’esposizione ai raggi UVA e UVB.

Si enfatizza l’importanza di evitare l’abbronzatura artificiale, specialmente da giovani, per ridurre un rischio aggiuntivo di cancro alla pelle. Risulta necessario formulare delle linee guida o regolamenti per evitare un uso sconsiderato di questi macchinari, che potrebbero portare a conseguenze ben più gravi di non essere abbronzati.

Fonte: Cancers (Basel). 2021.

IT-NON-06346-W-02/2024