Analisi immunologica nei pazienti con infezione da HIV-2: uno studio italiano

In Italia è aumentata la prevalenza delle persone con doppia infezione HIV-1/2. Inoltre, le persone con infezione da virus HIV-2 mostrano un profilo immunologico favorevole, al momento della diagnosi, e, come per l’infezione da HIV-1, anche con il tipo 2 c’è un diverso decorso della malattia sulla base dell’età alla diagnosi. A osservarlo è stato un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da Benedetta Fumarola degli Spedali Civili di Brescia. I risultati dell’analisi sono stati pubblicati sul Mediterranean Journal of Hematology and Infectious Diseases.

Il team ha coinvolto 32 pazienti, di cui 17 con infezione da HIV-2 e 15 con infezione ai due ceppi HIV-1/HIV-2. Nel 37,5% dei pazienti con infezione da HIV-2 è stata riscontrata mancanza di viremia. Molti dei pazienti, all’inizio dello studio, avevano un buon profilo immunologico con RNA da HIV-2 inferiore alle 200 copie/ml e linfociti CD4+ superiori a 200 cellule/mcl. Nel tempo, poi, è stato riscontrato un miglioramento dei linfociti, sia in termini di numero assoluto che in percentuale. E tra chi si sottoponeva a terapia antiretrovirale, il miglioramento nel tempo era superiore. Infine, l’aumento della conta delle cellule T era negativamente associato alla presenza di sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

I ricercatori suggeriscono, dunque, di iniziare la terapia al momento della diagnosi dei pazienti con HIV-2, al di là del valore dei linfociti CD4+, perché anche in questa popolazione, la riduzione di questi linfociti resta il più forte fattore predittivo di morte e AIDS.

 Fonte: Meiterr J Hematol Infect Dis (2022) – doi: 10.4084/mjhid.2022.016

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