Anestesia spinale modificata: una tecnica che può migliorare il tasso di successo negli anziani

Secondo uno studio pubblicato su BMC Anesthesiology, la tecnica paramediana modificata assistita con ecografia per l’anestesia spinale nei pazienti anziani può migliorare significativamente il tasso di successo del primo tentativo, e ridurre sia il numero di tentativi che il tempo della procedura, oltre che il danno tissutale durante l’operazione.

“Attualmente, ci sono due tecniche ampiamente applicate clinicamente, una è quella della linea mediana e l’altra della linea paramediano. Entrambi i metodi sono difficili per i medici quando trattano gli anziani. Per questo abbiamo voluto esplorare la fattibilità di una tecnica paramediana modificata assistita da ecografia per l’anestesia spinale negli anziani, che potrebbe costituire una tecnica nuova e facile da usare” spiega Wei Zeng, del Second Clinical Hospital of Lanzhou University, in Cina, primo nome dello studio.

I ricercatori hanno randomizzato 150 pazienti anziani per i quali era in programma un intervento chirurgico urologico in anestesia spinale nella loro struttura in tre gruppi. Il primo gruppo è stato gestito con la tecnica della linea mediana (gruppo M), il secondo con la tecnica paramediana (gruppo P) e il terzo con la tecnica paramediana modificata (gruppo PM). Tutte le anestesie spinali sono state eseguite dalla stessa persona.

Rispetto ai gruppi M e P, il gruppo PM ha avuto una percentuale di successo al primo tentativo significativamente più alta (specialmente nei pazienti di età compresa tra 65 e 74 anni), un minor numero di tentativi, e un punteggio di soddisfazione del paziente più alto. Rispetto al gruppo M, il tempo impiegato per eseguire l’anestesia spinale e il numero di reindirizzamenti dell’ago sono stati significativamente ridotti nel gruppo PM. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra i gruppi PM e P. Inoltre non sono emerse differenze statisticamente significative nei casi di incoerenza tra la localizzazione ecografica dello spazio intervertebrale e quella guidata da punto di riferimento, nel tempo impiegato per la localizzazione ecografica, nel tempo di insorgenza del blocco del dolore a T10, nell’incidenza di ipotensione, nell’effetto dell’anestesia e nell’incidenza di mal di testa, lombalgia o nausea e vomito, entro 24 h dall’intervento chirurgico.

“Rispetto alle tecniche tradizionali, la tecnica paramediana modificata combina i vantaggi sia del metodo della linea mediana che di quello paramediano ed è facile da imparare. Per questo motivo ci pare degna di ulteriori ricerche e applicazioni” concludono gli autori.

BMC Anesthesiol. 2022

https://bmcanesthesiol.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12871-022-01751-0

IT-NON-07565-W-09/2024