Appendicite pediatrica, quando la diagnosi è ritardata

Molti bambini ricevono una diagnosi tardiva di appendicite perché presentano meno sintomi evidenti della patologia e vengono sottoposti poco frequentemente a esami di imaging, che in questi casi risultano essere molto indicati.


E’ quanto emerge da uno studio condotto da Kenneth Michelson e colleghi, del reparto di medicina d’urgenza presso il Boston Children’s Hospital. I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 748 pazienti trattati in diversi pronto soccorso statunitensi tra il 1 gennaio 2010 e il 31 dicembre 2019. I soggetti avevano meno di 21 anni e avevano ricevuto una diagnosi di appendicite.


L’analisi ha incluso 277 controlli (37%), ai quali l’appendicite era stata diagnosticata alla prima visita in pronto soccorso, e 471 casi (63%) di diagnosi tardiva, in cui pazienti non avevano ricevuto la diagnosi alla prima visita ma al secondo consulto in pronto soccorso.


Per valutare le singole caratteristiche dell’appendicite e la probabilità pre-test di appendicite è stato utilizzato il Pediatric Appendicitis Risk Calculator (pARC). I pazienti con una diagnosi ritardata presentavano una probabilità pre-test di appendicite dal 39% al 52% più bassa rispetto ai bambini che avevano ricevuto la diagnosi alla prima visita in pronto soccorso. Tra i bambini con una diagnosi ritardata, 109 casi (23,1%) erano “probabilmente prevenibili” e 247 (52,4%) erano “possibilmente prevenibili”.


I pazienti con diagnosi ritardata avevano meno probabilità di manifestare alcuni sintomi tipici dell’appendicite come dolore alla deambulazione (odds ratio aggiustato 0,16), dolore massimo nel quadrante inferiore destro (aOR 0,12) e protezione addominale (aOR, 0,33). I pazienti con una diagnosi ritardata di appendicite presentavano anche maggiori probabilità di quelli diagnosticati alla prima visita in pronto soccorso di avere una patologia cronica complessa (aOR, 2,34).


Fonte: JAMA Network Open

IT-NON-05248-W-09/2023