Arteriosclerosi intracranica non connessa all’amiloide

Un recente studio condotto su 300 soggetti non affetti da demenza non ha rivelato alcuna associazione fra le placche arteriosclerotiche intracraniche e la deposizione di beta amiloide.


E’ noto che i fattori di rischio vascolare siano associati alla demenza, ma il presente studio suggerisce che il meccanismo tramite il quale il rischio vascolare possa agire sul rischio di demenza non consista nell’arteriosclerosi intracranica, o almeno non completamente, come affermato dall’autrice Rebecca Gottesman del Johns Hopkins Hospital di Baltimora.
Secondo alcune evidenze i fattori di rischio vascolari sono associati ad un elevato livello cerebrale di amiloide e, in particolare, alcuni studi autoptici hanno rivelato che l’accumulo di colesterolo nella arterie cerebrali risulta associato a cambiamenti simili a quelli della Malattia di Alzheimer.

Il presente studio potrebbe aver portato a risultati negativi in quanto la correlazione ricercata potrebbe impiegare anni per manifestarsi, oppure potrebbe darsi che i fattori di rischio vascolare stessi agiscano direttamente sul rischio di demenza e della Malattia di Alzheimer.

E’ necessario scoprire di più sugli effetti a lungo termine dell’arteriosclerosi intracranica e sul modo in cui essa impatta il rischio di demenza e della Malattia di Alzheimer a distanza di anni o decenni, ed è importante anche comprendere se alcuni sottogruppi di pazienti siano particolarmente suscettibili agli effetti negativi dell’arteriosclerosi intracranica nonché il modo in cui gli ictus influiscono su queste correlazioni.

I risultati dello studio comunque non dovrebbero essere interpretati come prove del fatto che la demenza vascolare e la Malattia di Alzheimer abbiano cause completamente diverse. L’arteriosclerosi intracranica è soltanto un tipo di effetto vascolare a livello del cervello, ed altri studi hanno dimostrato che i fattori di rischio vascolari nella mezza età sono più fortemente associati alla cognizione e persino al contenuto cerebrale in amiloide delle fasi tardive della vita, e quindi si potrebbero prendere in considerazione soltanto le correlazioni più a lungo termine fra i due elementi.

Lo studio comunque non ha rivelato come le quantità relative di arteriosclerosi intracranica ed amiloide cerebrale contribuiscano al rischio di demenza, e quindi non rivela come questi elementi influenzino i casi di demenza clinicamente rilevante.
E’ noto che la patologia dei soggetti affetti da demenza presenta diverse sovrapposizioni, ed altri studi suggeriscono che ciò si applichi anche ad arteriosclerosi intracranica e cambiamenti cerebrali del morbo di Alzheimer in aggiunta alle altre tipologie di cambiamenti vascolari che è possibile osservare.

I potenziali meccanismi alla base dell’associazione fra arteriosclerosi intracranica e beta-amiloide potrebbero dipendere da un maggior grado di stenosi rispetto a quello riscontrato in un campione di pazienti generalmente sano o in una popolazione maggiormente deficitaria a livello cognitivo negli stadi successivi della malattia. 

Fonte: JAMA Neurol online 2019