Atresia esofagea e stenosi anastomotiche

Le stenosi anastomotiche rappresentano una significativa causa di morbidità a seguito della riparazione di un’atresia esofagea. E’ stato supposto che l’esposizione agli acidi gastrici contribuisca allo sviluppo delle stenosi ed alla loro gravità, il che porta alcuni chirurghi all’introduzione dell’impiego di una profilassi antiacida.

Un recente studio ha investigato l’associazione fra somministrazione di farmaci antiacidi e lo sviluppo di stenosi anastomotiche.

Sono stati presi in considerazione 114 neonati, 16 dei quali hanno ricevuto una terapia antiacida preventiva secondo le preferenze del chirurgo.

Dei restanti 98, 44 hanno successivamente ricevuto antiacidi come trattamento del reflusso gastroesofageo, e 54 non hanno mai ricevuto farmaci del genere.

Non è stata riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa fra l’incidenza delle stenosi nel primo anno di vita né nelle tempistiche di formazione della prima stenosi in base alla somministrazione preventiva di antiacidi.

Analogamente, non sono state riscontrate associazioni statisticamente significative fra incidenza delle stenosi, età all’atto della comparsa della prima stenosi, e numero di dilatazioni da un lato e somministrazione di farmaci antiacidi sia come profilassi sia come trattamento per segni o sintomi di reflusso dall’altro.

I dati dello studio non supportano dunque l’ipotesi secondo cui la somministrazione preventiva di antiacidi avrebbe ridotto l’incidenza o la gravità delle stenosi anastomotiche a seguito della riparazione di un’atresia esofagea.

Il trattamento con antiacidi potrebbe essere riservato ai pazienti con sintomi o segni di refllusso, ma sono necessarie altre indagini prospettiche sulla profilassi antiacida nella formazione di stenosi nel contesto dell’atresia esofagea. 

Fonte: J Surg Res  2020