Benessere dopo un disturbo mentale

Secondo uno studio condotto dagli psicologi della University of South Florida (USF), sebbene la psicopatologia riduca sostanzialmente la probabilità di raggiungere una condizione di benessere ottimale, molti individui che hanno sofferto di un disturbo psicologico raggiungono il benessere ottimale dopo essersi rimessi dalla condizione. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Clinical Psychological Science.


Il team, guidato da Andrew Devendorf, dottorando dell’USF in psicologia clinica, ha studiato quanto sia probabile che un paziente si riprenda e viva una vita con alti livelli di scopo, positività emozioni e relazioni sane. Una condizione di benessere ottimale è stata definita come assenza di psicopatologia a 12 mesi, insieme a un punteggio superiore al 25° percentile nazionale sul benessere psicologico e inferiore al 25° percentile sulle misure di disabilità.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 23.491 canadesi, forniti da Statistics Canada. Tra i partecipanti, circa il 33% aveva sperimentato varie malattie mentali nel corso della propria vita, tra cui depressione, ideazione suicidaria, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo bipolare e disturbi da uso di sostanze. Rispetto al 24,1% dei partecipanti senza una storia di psicopatologia, il 9,8% dei partecipanti con una storia di psicopatologia aveva raggiunto una condizione di benessere ottimale.

Gli adulti con una storia di disturbi da uso di sostanze (10,2%) e depressione (7,1%) erano i più propensi a raggiungere il benessere. Le persone con ansia (5,7%), ideazione suicidaria (5,0%), disturbo bipolare bipolare I (3,3%) e II (3,2%) avevano meno probabilità di raggiungere il benessere.

Bibliografia:

Andrew R. Devendorf et al., Optimal Well-Being After Psychopathology: Prevalence and Correlates. https://doi.org/10.1177/21677026221078872

(https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/21677026221078872)

IT-NON-06991-W-05/2024