BPCO: impatto sulla mobilità e monitoraggio diaframmatico

E’ stato condotto uno studio con l’obiettivo di identificare i fattori che limitano la mobilità diaframmatica e valutare i risultati terapeutici del metodo di monitoraggio precedentemente impiegato nei pazienti con BPCO.

Sono stati considerati 25 studi su tecniche fisioterapiche e mobilità diaframmatica. I ricercatori hanno indicato la necessità di verificare diverse condizioni.

Ad esempio nella valutazione post-operatoria si suggerisce che la posizione più appropriata per il paziente sia quella supina allo scopo di verificare l’escursione diaframmatica, per quanto sia stato dimostrato che questa posizione sia associata a difficoltà di restrizione e corrispondenza nei campioni.

E’ stata pertanto identificata la necessità di adattamenti e strategie che si basino su strumenti radiologici, preferibilmente nella posizione dorsale. Le evidenze terapeutiche sull’associazione fra metodo strumentale e mobilità diaframmatica possono essere controverse.

La valutazione ecografica si è dimostrata di una qualche valenza in diverse analisi per l’iperinflazione polmonare e per lo spessore diaframmatico nei pazienti con BPCO.

Lo studio in particolare suggerisce la tecnica ecografica in B-mode per l’analisi ed in M-mode per l’escursione diaframmatica, da usarsi a 2,5 MHz con il paziente in posizione supina.

In ogni caso, i metodi adottati per monitorare l’escursione diaframmatica dovrebbero essere adattati alle condizioni del paziente, ed andrebbero effettuate ulteriori indagini sulle loro caratteristiche.

Sarebbero molto importanti criteri di inclusione maggiormente selettivi ed una migliore corrispondenza interna dei campioni, ed inoltre sarebbe opportuno impiegare categorie più ristrette di età, sesso e peso specialmente nei pazienti con BPCO. 

Fonte: Clinics (Sao Paulo) 2020

IT-NON-01480-W-01/2022