BPCO: l’ossigeno terapia notturna è efficace?

Dai risultati di uno studio randomizzato controllato pubblicati nel 2020 su “The New England Journal of medicine”, sembrerebbe di no.

Lo studio multicentrico INOX, acronimo di “International Nocturnal Oxygen”, condotto in 28 centri ospedalieri e universitari in Canada, Portogallo, Spagna e Francia, non ha evidenziato un effetto negativo o positivo sulla sopravvivenza o progressione della malattia dall’utilizzo dell’ossigeno terapia a lungo termine nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Lo studio controllato con placebo, condotto in doppio cieco, voleva determinare se la terapia con l’ossigeno somministrato durante le ore notturne per 3-4 anni ai pazienti con BPCO che presentavano desaturazione notturna di ossigeno nel sangue arterioso, avrebbe determinato una riduzione della mortalità o un peggioramento della malattia.

A causa di difficoltà nell’arruolamento di pazienti nello studio, che inizialmente doveva coinvolgere 600 partecipanti, ne sono stati arruolati solo 243. I pazienti avevano valori di saturazione di ossigeno inferiori al 90% per almeno il 30% del tempo di registrazione della saturimetria notturna, un esame eseguito per monitorare il livello di saturazione di ossigeno nel sangue durante il sonno. Questi sono stati assegnati casualmente per ricevere ossigeno notturno (N=123) o un placebo (N=119).


Al “follow-up” dopo 3 anni, il 39,0% (48 su 123) dei pazienti assegnati al primo gruppo e il 42,0% (50 su 119) di quelli assegnati al secondo, avevano raggiunto i criteri “Nocturnal Oxygen Therapy Trial (NOTT) o erano andati incontro alla morte (differenza, −3.0 punti percentuali; 95% IC, da −15.1 a 9.1;P = 0.64). Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi nei tassi di esacerbazione e ospedalizzazione.

Il trial ha molte limitazioni, tra cui lo stop prematuro dell’arruolamento e l’aderenza subottimale (<100%) alla terapia.

Prendendo in considerazione lo studio INOX e i trial svolti in precedenza sullo stesso tema, singolarmente o insieme, non mostrano la presenza di chiari benefici clinici dell’ossigenazione notturna.

Fonte:. The New England journal of medicine, 383(12), 1129–1138. https://doi.org/10.1056/NEJMoa2013219

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