Bpco, un nuovo bersaglio per un nuovo approccio terapeutico

Più di 250 milioni di persone soffrono di Bpco, una malattia polmonare infiammatoria progressiva. Nella lista delle cause di morte più frequenti a livello mondiale, la Bpco è al terzo posto dopo gli attacchi di cuore e l’ictus. La causa principale della Bpco è l’esposizione al fumo di sigaretta. Il 90% dei pazienti affetti da Bpco sono o sono stati fumatori cronici. Altri fattori di rischio includono l’esposizione all’inquinamento atmosferico. 

Nonostante gli intensi sforzi di ricerca, non esiste ancora una cura per la patologia. La fibrosi risultante e la morte delle cellule epiteliali del polmone sono caratteristiche chiave di Bpco, che impediscono ai pazienti di respirare efficacemente. Le terapie attuali si concentrano sull’alleviamento dei sintomi (principalmente dispnea e tosse con catarro) e sulla riduzione della progressione della malattia e delle sue comorbidità (principalmente lo spreco muscolare). Nei casi più gravi, i pazienti hanno bisogno di un trapianto di polmone.

Uno dei maggiori problemi della Bpco è che il polmone non può rigenerarsi da solo. Gli studi più avanzati si stanno concentrando su un trattamento basato sulla rigenerazione del tessuto polmonare e sul blocco della morte delle cellule epiteliali nel polmone. 

Nel 2009, un gruppo di ricerca ha impedito l’infiammazione cronica e la fibrosi del tessuto epatico bloccando all’interno del fegato la via di segnalazione del recettore beta della linfotossina, che è responsabile dell’attivazione e dell’organizzazione delle cellule immunitarie, nonché dell’infiammazione cronica che porta alla fibrosi. L’ipotesi successiva è stata che il blocco del recettore beta della linfotossina potesse avere un ruolo anche nei processi rigenerativi di altri organi.

Lo sviluppo di malattie nel fegato e nei polmoni mostra molte analogie. Nella Bpco, le cellule immunitarie formano nuove strutture organizzate nel polmone, i cosiddetti follicoli terziari, che sono noti per svolgere un ruolo importante nella progressione della malattia. La formazione di questi follicoli richiede proprio l’attivazione del recettore beta della linfotossina nel polmone. I ricercatori hanno quindi studiato il ruolo di questo recettore nella Bpco, cercando di capire se fossero in grado di utilizzarlo in un contesto terapeutico.

Gli esperti hanno quindi bloccato la segnalazione del recettore beta della linfotossina nei polmoni dei topi che avevano sviluppato i follicoli delle cellule immunitarie tipiche della Bpco indotti dal fumo, la fibrosi e la morte delle cellule epiteliali polmonari.

Questo blocco ha interrotto la formazione dei follicoli delle cellule immunitarie, ha impedito la morte delle cellule epiteliali polmonari e, sorprendentemente, allo stesso tempo ha innescato la rigenerazione del tessuto polmonare, nonostante la continua esposizione al fumo di sigaretta cronica.

I ricercatori hanno scoperto che la rigenerazione delle cellule epiteliali polmonari compromesse è indotta dalla cosiddetta segnalazione Wnt che si attiva automaticamente attraverso il blocco della segnalazione del recettore beta della linfotossina in quelle cellule.
Nei primi esperimenti preclinici, il gruppo ha dimostrato che la segnalazione del recettore beta della linfotossina nel tessuto polmonare umano è identica alla segnalazione nei topi. Questo offre un grande potenziale per l’implementazione di approcci di medicina rigenerativa polmonare nella clinica.

Fonte: Nature

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