Brevi pause migliorano l’apprendimento

In uno studio condotto su volontari sani, i ricercatori del National Institutes of Health hanno analizzato l’attività cerebrale durante apprendimento di una nuova abilità e hanno scoperto che fare brevi pause migliora il processo di assimilazione. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Cell Reports.


Gli scienziati hanno mappato l’attività cerebrale di 33 volontari usando la magnetoencefalografia, durante l’acquisizione e il rapido consolidamento di un’abilità motoria sequenziale (digitare un codice di cinque cifre con la mano sinistra). Hanno scoperto che nel momento in cui i soggetti riposavano, tra una sessione e l’altra, il loro cervello riproduceva rapidamente e ripetutamente versioni più veloci dell’attività osservata mentre si esercitavano a digitare il codice. Più l’attività veniva “ripetuta” nel cervello durante la pausa, migliore era la prestazione durante le sessioni di pratica successive.

“I nostri risultati supportano l’idea che il riposo vigile svolga un ruolo altrettanto importante della pratica nell’apprendimento di una nuova abilità. Sembra essere un momento in cui il cervello comprime e consolida i ricordi di ciò che abbiamo appena praticato”, commenta Leonardo G. Cohen, autore senior dello studio. “Comprendere questo ruolo del replay neurale può permetterci di capire come aiutare meglio i pazienti a recuperare le abilità perse dopo lesioni neurologiche come l’ictus”.


Come previsto, il team ha osservato che l’attività di replay avveniva nelle regioni sensomotorie del cervello, responsabili del controllo dei movimenti. Tuttavia, hanno notato anche attività in altre regioni del cervello, l’ippocampo e la corteccia entorinale. “Siamo rimasti un po’ sorpresi da questi ultimi risultati. Si pensava che l’ippocampo e la corteccia entorinale potessero non svolgere un ruolo così sostanziale nella memoria procedurale. Al contrario, i nostri risultati suggeriscono che queste regioni comunicano con la corteccia sensomotoria durante l’apprendimento di questo tipo di abilità”, aggiunge Cohen. “Nel complesso, i nostri risultati supportano l’idea che la manipolazione dell’attività di replay durante il riposo vigile possa essere un potente strumento che i ricercatori possono utilizzare per aiutare le persone ad apprendere nuove abilità più velocemente e facilitare la riabilitazione dopo un ictus”.


Fonte: Cell Rep. 2021