C-HDL elevato associato a mortalità maggiore nei pazienti con coronaropatia

Livelli molto elevati di C-HDL sono paradossalmente associati a un rischio di mortalità più alto negli individui con coronaropatia (CAD). Questo è quanto riferisce uno studio pubblicato su JAMA Cardiology, portato avanti dal gruppo di lavoro di Chang Liu, della Emory University School of Medicine, Atlanta, Georgia, nel quale si legge anche che l’associazione si è mostrata indipendente dai comuni polimorfismi associati ad alti livelli di C-HDL.

“Studi precedenti hanno mostrato un rischio cardiovascolare inferiore con livelli di colesterolo con lipoproteine ad alta densità (C-HDL) elevati. Tuttavia, dati recenti nella popolazione generale hanno mostrato un aumento del rischio di esiti fatali a concentrazioni di C-HDL molto elevate. Per meglio chiarire la situazione, abbiamo studiato l’associazione tra livelli di C-HDL molto elevati (>80 mg/dL) e mortalità in pazienti con malattia coronarica (CAD)” spiegano gli autori.

I ricercatori hanno reclutato pazienti con CAD dalla UK Biobank (UKB) e Emory Cardiovascular Biobank (EmCAB). L’esito primario era la morte per tutte le cause, mentre l’esito secondario era la morte cardiovascolare.

Sono stati inclusi nello studio 14.478 partecipanti dall’UKB e 5.467 partecipanti dell’EmCAB. In un follow-up mediano di 8,9 anni nell’UKB e di 6,7 nell’EmCAB, si è visto che livelli di C-HDL molto elevati (>80 mg/dL) erano associati a un aumento del rischio di morte per tutte le cause (hazard ratio [HR] 1,96) e morte cardiovascolare (HR 1,71) rispetto a quelli con livelli di HDL-C nell’intervallo da 40 a 60 mg/dL nell’UKB dopo aggiustamento per fattori confondenti. Questi risultati sono stati replicati nell’EmCAB, e tali associazioni persistevano dopo l’aggiustamento per il punteggio di rischio genetico C-HDL all’interno dell’UKB. Le analisi di sensibilità hanno dimostrato che il rischio di mortalità per tutte le cause nel gruppo con C-HDL molto elevato era maggiore tra gli uomini rispetto alle donne nell’UKB.

JAMA Cardiol. 2022 May 18. doi: 10.1001/jamacardio.2022.0912.

(https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/article-abstract/2792282)

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