Caffè, cancro del colon-retto e sopravvivenza nei pazienti metastatici

Che ruolo svolge il caffè nello sviluppo dei tumori? La risposta a questa domanda non è certa, tuttavia diversi studi associano il consumo della bevanda ad una diminuzione del rischio di sviluppare cancro al fegato, tumore endometriale e carcinoma del colon retto

Sembra, in particolare per quest’ultimo tipo di tumore, che il caffè possa contribuire ad una riduzione di recidive e mortalità. Un nuovo studio americano, pubblicato sulla rivista JAMA Oncology, si aggiunge a queste osservazioni. I risultati della ricerca suggeriscono che il consumo di caffè sia associato ad una riduzione del rischio di progressione della malattia e del rischio di morte nei pazienti affetti da carcinoma colorettale avanzato o metastatico.

Lo studio prospettico, osservazionale, di coorte, ha incluso 1.171 pazienti con carcinoma del colon-retto localmente avanzato o metastatico precedentemente non trattato, che erano stati arruolati nello studio clinico di fase 3, condotto all’epoca per determinare quale fosse la migliore terapia biologica da somministrare ai pazienti in combinazione con la chemioterapia.

Ai partecipanti era stato chiesto di rispondere ad un questionario sulle abitudini alimentari, tra cui il consumo di caffè, normale o decaffeinato, misurato in tazze al giorno. I pazienti che sono sopravvissuti alla malattia sono stati seguiti in media per 5,4 anni. Il 93% dei partecipanti è morto o aveva sperimentato una progressione della malattia al momento dell’analisi.

I ricercatori hanno valutato il rischio di progressione del cancro e morte in base alla quantità di caffè consumato nei tre mesi prima che i pazienti venissero arruolati nello studio e hanno calcolato che l’aumento del consumo di caffè era associato a una diminuzione di entrambi i parametri.

Una tazza in più al giorno era associata ad una riduzione del rischio di progressione del cancro del 5% e a una diminuzione del rischio di morte del 7%.

“Un potenziale collegamento tra il bere caffè e il carcinoma del colon-retto è biologicamente plausibile”, sottolineano gli autori di un commento allo studio, pubblicato sempre su JAMA Oncology. “Il caffè contiene più di mille composti chimici e molti, tra cui caffeina, acido clorogenico e cafestolo, hanno un’attività bioattiva antiossidante e antinfiammatoria”. Inoltre, le molecole contenute nel caffè possono favorire la motilità intestinale, riducendo in questo modo il tempo in cui degli eventuali agenti cancerogeni transitano nel tratto digestivo.

Comunque gli autori sottolineano nel commento la necessità di condurre ulteriori ricerche prima di raccomandare di includere il caffè nelle strategie di trattamento per i pazienti. Serviranno degli studi clinici randomizzati e gli studi osservazionali dovranno essere migliorati “includendo valutazioni seriali dell’esposizione al caffè e raccolte di campioni biologici”.

Fonte: JAMA Oncology

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