Cancro al seno: punteggi QoL più bassi tra le giovani pazienti sottoposte a mastectomia

La chirurgia per il trattamento del cancro al seno è associata, nelle giovani donne, a una riduzione della qualità della vita, in particolare per le pazienti trattate con mastectomia e radioterapia, indipendentemente dalla ricostruzione del seno. Sono queste le conclusioni di uno studio americano pubblicato di recente dalla rivista JAMA Oncology.


Lo studio trasversale multicentrico è stato condotto da ottobre 2016 a novembre 2017, presso ospedali accademici e comunitari del Nord America. Sono state valutate le donne di età pari o superiore a 40 anni, l’analisi dei dati è stata eseguita durante un periodo da 1 a 2 anni dopo la conclusione dello studio.


Sono state arruolate 560 donne con carcinoma mammario in stadio da 0 a III (età media alla diagnosi: 36 anni) Le partecipanti hanno completato il test BREAST-Q a una mediana di 5,8 anni (range, 1,9-10,4 anni) dalla diagnosi. Tra tutte, 290 pazienti (il 52%) sono state sottoposte a mastectomia bilaterale; 110 (il 20%) a mastectomia unilaterale e 160 (il 28%) hanno ricevuto una terapia conservativa del seno. Tra le pazienti sottoposte a mastectomia, 357 (l’89%) sono stati sottoposte a ricostruzione del seno e 181 (il 45%) hanno ricevuto radioterapia.


Dal test è emerso che le donne sottoposte a chirurgia conservativa erano più soddisfatte, il loro punteggio in termini di benessere psicosociale e benessere sessuale era più elevato rispetto a quello delle donne sottoposte a mastectomia unilaterale o bilaterale.


Questo studio, secondo Monica Morrow, autrice di un editoriale di commento allo studio, “fornisce informazioni che dovrebbero essere incorporate nella consulenza al paziente”. Osserva che “alla discussione sui meriti della mastectomia dovrebbero essere aggiunti i punteggi più bassi della qualità della vita dopo la mastectomia rispetto alla chirurgia conservativa”.


Fonte: JAMA Oncology

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