Cancro del colon: resa dei linfonodi e miglioramento della sopravvivenza

Il meccanismo alla base del miglioramento della sopravvivenza nel cancro del colon non metastatico con una maggiore resa dei linfonodi (LN) è ad oggi sconosciuto e con questa ricerca si è voluto provare a identificare se le caratteristiche molecolari nel tumore primario fossero predittive della resa di LN.

I dati clinici, genomici, trascrittomici, proteomici e di metilazione di tumori del colon non metastatici studiati nel progetto TCGA (The Cancer Genome Atlas) sono stati consultati per individuare le associazioni con la resa di LN. Sulla base degli effetti massimi di sopravvivenza, poi, i pazienti sono stati separati in una resa LN alta (>15) e bassa (≤15) e, attraverso l’analisi dell’arricchimento del set genico sui cambiamenti trascrittomici, è stato possibile identificare i processi biologici associati alla resa linfonodale. Le correlazioni sono quindi state convalidate in un insieme indipendente di tumori del colon in stadio II.

I risultati hanno evidenziato come un’elevata resa di LN sia stata individuata come predittiva della sopravvivenza globale e libera da malattia, ma non è stata rilevata alcuna associazione tra una maggiore resa di LN e una maggiore positività linfonodale. Inoltre, l’elevata resa di LN era fortemente legata ai cambiamenti dell’espressione genica associati alla risposta immunitaria delle cellule adattative e dendritiche; associazione che è risultata più evidente nei tumori con linfonodi negativi.

Pertanto, lo studio mostra la forte associazione di una risposta immunitaria attivata nei tumori con un’elevata resa di LN. I tumori immunogenici hanno una prognosi migliore, probabilmente spiegando il beneficio di sopravvivenza con rese linfonodali più elevate.

Fonte: British Journal of Cancer

IT-NON-06267-W-01/2024