Carcinoma epatocellulare: una nuova linea guida consiglia di approfondire l’uso della chirurgia mininvasiva

Un documento di consenso la cui stesura è stata guidata da Qi-Feng Chen Sun Yat-sen, dello University Cancer Center, Guangzhou, Cina, pubblicato su Frontiers in Oncology, stabilisce la linea guida per l’approccio minimamente invasivo e multidisciplinare per il trattamento del carcinoma epatocellulare (HCC) nel paese asiatico.



“In Cina, la maggior parte dei casi di carcinoma epatocellare è causato da un’infezione a lungo termine da epatite B. Dal punto di vista patologico, questo tumore è caratterizzato da un ricco apporto di sangue, origini multicentriche, invasione vascolare precoce e metastasi intraepatiche. Pertanto, non è una malattia locale ma una malattia sistemica all’inizio della sua insorgenza. Per questo motivo la sua gestione richiede una strategia di trattamento completa, con trattamenti locali, trattamenti a livello di organo, e trattamenti sistemici” spiegano gli autori.


Questo consenso si concentra su otto aspetti. Tra questi, si raccomanda di individuare la lesione epatica tramite epaticarteriografia, arteriografia epatica TC (CTHA), portografia arteriosa CT (CTAP), lipodol CT (Lp-CT), TACE –TC.


Per il trattamento di prima linea, il documento consiglia TACE con ablazione o ablazione come prima scelta di trattamento per l’HCC in stadio iniziale o piccolo, con altre terapie considerate solo quando l’ablazione non è applicabile. La linea guida indica poi che un trattamento completo minimamente invasivo potrebbe essere adottato nel trattamento dei linfonodi metastatici, e che si raccomanda l’implementazione di studi multicentrici randomizzati e controllati di terapia minimamente invasiva rispetto alla chirurgia per l’HCC in stadio iniziale e intermedio.


Fonte: Frontiers in Oncology

IT-NON-05157-W-07/2023