Cardiopatie congenite e coronaropatie: attenzione alla sindrome metabolica

Secondo uno studio pubblicato su Cardiovascular Diagnosis and Therapy, gli adulti con cardiopatia congenita dovrebbero essere sottoposti a screening per la sindrome metabolica in modo da eliminare i fattori di rischio per la malattia coronarica aterosclerotica.


“Negli adulti con cardiopatia congenita, le patologie acquisite con l’invecchiamento, come la sindrome metabolica, l’ipertensione, il diabete mellito e l’obesità, possono influenzare negativamente la malattia cardiovascolare originale” afferma Koichiro Niwa, del St Luke’s International Hospital, Tokyo, autore dello studio.


La sindrome metabolica ha una prevalenza maggiore nelle persone con cardiopatia congenita rispetto alla popolazione generale. Al contrario, la malattia coronarica mostra una prevalenza simile negli adulti con cardiopatia acianotica e nella popolazione generale, mentre gli adulti con cardiopatia cianotica, anche dopo la riparazione, hanno un’incidenza ancora più bassa di malattia coronarica rispetto alla popolazione generale e agli adulti con cardiopatia acianotica. Tuttavia, anche nelle persone con cardiopatia cianotica, la malattia coronarica può svilupparsi quando sono presenti fattori di rischio come obesità, dislipidemia, ipertensione, diabete mellito, abitudine al fumo o esercizio limitato.


La prevalenza dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari è simile tra persone con cardiopatia congenita e la popolazione generale, ma è stato osservato un aumento del rischio di aterosclerosi coronarica per anomalie congenite dell’arteria coronaria, trasposizione destrorsa delle grandi arterie dopo intervento di scambio arterioso, procedura di Ross e coartazione dell’aorta.


L’aortopatia può essere un ulteriore fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.


Poiché le cardiopatie congenite dell’adulto presentano altre anomalie che possono rendere il cuore più vulnerabile sia allo sviluppo di aterosclerosi che a sequele cardiovascolari avverse, gli autori raccomandano una valutazione regolare dello stato di rischio delle malattie cardiovascolari in questa popolazione.


Fonte: Cardiovascular Diagnosis and Therapy

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