Carenza di ferro associata a un maggior rischio di morte nei pazienti con CKD

La carenza di ferro è associata a un rischio più elevato di mortalità nei pazienti con insufficienza renale cronica non dialitica, con o senza anemia, secondo uno studio pubblicato di recente dalla rivista JASN.


La carenza di ferro si verifica nel 30-45% dei pazienti con malattia renale cronica (CKD). Gli studi clinici in pazienti con insufficienza cardiaca e carenza di ferro hanno dimostrato che aumentare i livelli di ferro dei pazienti migliora la salute cardiovascolare indipendentemente dal fatto che i pazienti siano anemici.


I ricercatori dell’Arbor Research Collaborative for Health hanno valutato la carenza di ferro e gli effetti sulla salute nei pazienti con CKD avanzata non dialitica. Tra i 5.145 pazienti con CKD provenienti da Brasile, Francia, Stati Uniti e Germania che sono stati seguiti per una mediana di 3 anni, si sono verificati 47 decessi ogni 1.000 pazienti ogni anno e ci sono stati 48 eventi cardiovascolari maggiori ogni 1.000 pazienti ogni anno. La carenza di ferro è stata associata a un maggior rischio di morte ed eventi cardiovascolari, nei pazienti con e senza anemia. 


I ricercatori concludono osservando che “sono necessari studi interventistici che valutino l’effetto sugli esiti clinici” della somministrazione di ferro esogeno.


Fonte: JASN