Carenza personale. Speranza: “Ci sarà ancora qualche anno difficile da gestire ma abbiamo iniziato stagione investimenti”. Sul Covid: “Over 80 facciano quarta dose”

La situazione critica in alcuni pronto soccorso italiani riguarda “la grande questione del personale, noi dobbiamo investire di più e finalmente abbiamo fatto scelte molto forti. Abbiamo messo nell’ultimo anno 17.400 borse di specializzazione, il triplo di tre anni fa e il doppio di due anni fa. È chiaro che questi investimenti avranno una ricaduta nei prossimi anni”.

Parole pronunciate dal ministro della Salute Roberto Speranza, a margine del convegno in corso alla Camera «Dalla pandemia al Pnrr», rispondendo a una domanda sulla situazione del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, dove alcuni medici hanno minacciato dimissioni. “Ci sarà ancora qualche anno non semplice da gestire – ha aggiunto – ma oggi la lezione del Covid è stata nettissima: dobbiamo invertire la stagione dei tagli, come stiamo facendo, e dobbiamo aprire una nuova grande stagione di investimenti sulla sanità nel suo complesso e, in modo particolare, sul personale sanitario. Abbiamo già iniziato a farlo e lo dicono i numeri”.

“La lezione del Covid – ha rilevato Speranza – è stata durissima ma ora con il Pnrr ed i nuovi fondi siamo in gradi di aprire una nuova stagione del Ssn-. Il Fondo sanitario è a 124 mld cui si aggiungono 20 mld del Pnrr. Inoltre per la prima volta c’è un Piano europeo Pon per la Salute”.

Il Ministro ha parlato anche di Covid. “La pandemia è ancora in corso siamo fuori dallo stato di emergenza ma i numeri ci segnalano ancora una circolazione significativa del virus. Abbiamo ancora una situazione da monitorare e faccio appello alle persone più fragili di avere il secondo booster ed è importante ancora informare le persone. La mortalità che ancora abbiamo è connessa a persone di età molto avanzata quindi far fare il secondo booster agli over80 può significare salvare loro la vita”.

“Oggi – ha detto Speranza – abbiamo strumenti diversi e nuovi, come farmaci antivirali e vaccini, ma la comunicazione continua ad avere un ruolo fondamentale”. La guerra, ha rilevato, “ha sostituito la pandemia totalmente, quasi da un giorno all’altro. Lo dico col massimo del rispetto , ma in realtà nella vita della nostra società la guerra e le sue conseguenze si sono aggiunte ma non hanno sostituito la pandemia”.

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