Cause del reflusso a seguito della gastrectomia a manicotto

L’incidenza del reflusso gastroesofageo ex novo a seguito delle gastrectomie a manicotto è sostanziale, ma non è stata ancora dimostrata alcuna correlazione oggettiva con i cambiamenti strutturali gastrici e della giunzione gastroesofagea: è stato dunque condotto uno studio allo scopo di valutare proattivamente gli effetti della gastrectomia a manicotto su struttura e funzionalità della giunzione gastroesofagea e dello stomaco.

In base a quanto osservato su 35 pazienti, la perdita di peso media ammonta al 59% dopo 7,1 mesi di monitoraggio. 

L’esposizione esofagea all’acido e gli eventi di reflusso sono aumentati dopo l’intervento, che non ha alterato la motilità esofagea, ma ha portato a una riduzione di lunghezza e pressione della giunzione gastroesofagea, mentre l’angolo di inserzione esofagogastrica e il diametro di apertura esofagea risultavano aumentati.

L’incremento degli eventi di reflusso è risultato correlato a cambiamenti nell’angolo di inserzione gastroesofagea. I pazienti con una riduzione superiore al 60% della capacità gastrica presentavano la maggiore prevalenza di reflusso sintomatico. 

La gastrectomia a manicotto esercita dunque molteplici effetti su stomaco e giunzione gastroesofagea, e ciò facilita il reflusso: in particolare, il danneggiamento della giunzione gastroesofagea, come emerge dall’aumento dell’ottusità dell’angolo dell’inserzione gastroesofagea, e una limitata capacità gastrica risultano associati al rischio di reflusso dopo l’intervento. 

Fonte: Obes Surg online 2020