Chirurgia bariatrica e incidenza delle complicazioni esofagee

Alcuni interventi bariatrici sono stati associati all’incremento dei sintomi da reflusso gastroesofageo, ma sussistono dati limitati sui cambiamenti a lungo termine a livello dell’esofago con le varie procedure bariatriche, nonché sull’impatto di questi interventi sulle patologie esofagee preesistenti.

E’ stato dunque effettuato uno studio atto a stimare l’incidenza di reflusso, esofagiti, esofago di Barrett ed adenocarcinomi esofagei prima e dopo gli interventi di chirurgia bariatrica, identificando potenziali fattori di rischio per queste condizioni.

Sono state revisionate le cartelle cliniche relative a 48.987 pazienti, di cui il 30,3% presentava una diagnosi di reflusso gastroesofageo all’atto dell’intervento, ed il 4% presentava diagnosi di esofagiti ed esofago di Barrett.

Tutte e tre queste condizioni risultavano associate ad un maggior rischio di reflusso, esofagiti ed esofago di Barrett dopo l’intervento, ma non a quello di adenocarcinomi esofagei.

I pazienti sottoposti a bypass gastrico Roux-en-Y presentavano il minor rischio di ricevere diagnosi postoperatoria di reflusso.

Nel complesso, l’incidenza degli adenocarcinomi esofagei nel campione è stata dello 0,04%, e nei pazienti con reflusso preoperatorio era dell’1%, mentre era del 9% in presenza di esofago di Barrett.

L’incidenza degli adenocarcinomi esofagei non differiva in base alla tipologia di intervento bariatrico.

Le diagnosi preoperatorie sono dunque un fattore di rischio di patologie esofagee postoperatorie a seguito della chirurgia bariatrica. Il bendaggio gastrico adattabile e la gastrectomia a manicotto sono associate ad un elevato rischio di reflusso ed esofagiti postoperatori rispetto al bypass gastrico Rouw-en-Y ma il tipo di intervento non influisce sul rischio di adenocarcinoma esofageo.

Fonte: Surg Obes Relat Dis 2020

IT-NON-02766-W-09/2022