Chirurgia d’emergenza adattata agli anziani migliora gli esiti

L’adozione del modello EASE (Elder-Friendly Approacches to the Surgical Environment) in un contesto chirurgico d’emergenza generico porta ad una riduzione di complicazioni e mortalità.

Come illustrato da Rachel Khandaroo dell’università dell’Alberta, autrice di uno studio condotto su 684 pazienti, l’invecchiamento della popolazione e l’estensione della durata della vita si traducono nel fatto che un numero crescente di interventi d’urgenza viene effettuato su pazienti anziani e fragili.

Alcuni suggeriscono che questi pazienti non dovrebbero essere considerati candidati alla chirurgia d’emergenza, per via dei maggiori rischi, ma un approccio migliore potrebbe consistere nell’introdurre uno screening standardizzato della fragilità e un miglioramento dell’assistenza post-chirurgica per i pazienti vulnerabili.

L’età di un paziente non dovrebbe determinare l’appropriatezza di un intervento. Gli interventi proposti nel presente studio sono relativamente a basso costo, per via dei risparmi generati dalla riduzione delle complicazioni e dei nuovi ricoveri e dalla riduzione della durata delle degenze.

Si prevede che gli interventi EASE possano essere adattati a molti centri chirurgici a beneficio dei pazienti anziani. A seguito di un intervento, essi migliorano le probabilità che il paziente ritorni a casa in salute, al solo prezzo di un approccio coordinato e improntato sugli anziani.

Come affermato da alcuni esperti, le complessità fisiologiche dell’età avanzata possono essere difficoltose da gestire a livello medico, e le circostanze sociali del paziente possono porre difficoltà ancora maggiori, in elementi base come la composizione del nucleo domestico o la gestione delle questioni quotidiane non vengono registrati nelle cartelle cliniche.

I soggetti anziani di solito hanno superato molti problemi di vita per trovarsi dove si trovano, e meritando di ricevere l’attenzione e il tempo necessari a gestire ciò che realmente importa per loro nell’assistenza medica.

Sino a quando non saranno disponibili team interdisciplinari starà al singolo medico dedicare un po’ di tempo in più per parlare con gli anziani di questi argomenti e documentare le loro preferenze nelle cartelle cliniche.

Questo approccio olistico crea un’opportunità per riconoscere rischi nascosti ed intervenire precocemente, spesso anche a costi minori per trattare pazienti in caso di necessità urgenti, fra cui figura anche la chirurgia.

Ciò richiede un continuo cambiamento dei sistemi sanitari verso politiche che enfatizzino un’assistenza basata sui valori e improntata sul lavoro di squadra e sui singoli pazienti. 

Fonte: JAMA Surg online 2020