Chirurgia mininvasiva: buona opzione nella chiusura del difetto del setto ventricolare restrittivo

La chiusura del difetto del setto ventricolare perimembranoso (PmVSD) restrittivo effettuata utilizzando un occlusore concentrico tramite un’incisione trans-intercostale ultra-minima parasternale sinistra sotto guida TEE è fattibile, sicura ed efficace nei bambini, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Cardiac Surgery.


“Abbiamo cercato di indagare la sicurezza, la fattibilità e la disponibilità della chiusura del difetto del setto ventricolare perimembranoso restrittivo con questa metodica nei bambini per capire se possa essere una buona alternativa alla chirurgia a cuore aperto” spiega Zhan Gao, della Zhejiang University School of Medicine, Hangzhou, Cina, primo nome dello studio.



I ricercatori hanno studiato 126 bambini con PmVSD. I difetti ventricolari sono stati occlusi tramite un’incisione trans-intercostale ultra-minima (≤1 cm) e l’intero processo occlusivo è stato guidato e monitorato da TEE. È stata impiegata una tecnica di sospensione del pericardio senza incisione sternale. I PmVSD sono stati poi chiusi attraverso una piccola guaina assemblata utilizzando un dispositivo occlusore concentrico.


Tutti i pazienti sono stati seguiti per un periodo compreso tra 18 mesi e 24 mesi. Tra i bambini, 13 presentavano un aneurisma del setto membranoso (AMS). In 11 casi sono stati riscontrati PmVSD multistream (≥2) con AMS. Dopo l’operazione, in un paziente è stato trovato un lieve shunt residuo accanto all’occlusore, che ha avuto un risultato di autoguarigione durante il periodo di follow-up di cinque mesi. Cinque pazienti sono stati invece indirizzati all’operazione di riparazione del difetto del setto ventricolare sotto visualizzazione diretta con un bypass cardiopolmonare. Tra i motivi che hanno condotto a tale decisione ci sono la presentazione di fibrillazione ventricolare quando il filo guida passava attraverso il PmVSD, la dislocazione del dispositivo, e l’impossibilità di far passare il filo guida attraverso il PmVSD.


“Questo approccio può essere considerato come un trattamento alternativo alla chirurgia a cuore aperto per i PmVSD restrittivi” concludono gli autori.


Fonte: Journal of Cardiac Surgery