Chirurgia mininvasiva per ernia inguinale

Secondo uno studio pubblicato dal Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniques, in un sondaggio proposto a 874 chirurghi provenienti da tutto il mondo, intervistati su quale tecnica avrebbero scelto per riparare una propria ipotetica ernia inguinale unilaterale non complicata, la maggior parte di coloro che hanno risposto ha deciso per la chirurgia mininvasiva.


“La riparazione di Lichtenstein è stata a lungo ritenuta come gold standard per le ernie inguinali primarie unilaterali. Nell’ultimo periodo, però, le riparazioni fatte tramite la chirurgia mininvasiva stanno diventando sempre più popolari, dati i vantaggi che questa tecnica offre nelle ernie inguinali ricorrenti, bilaterali e recentemente anche nelle ernie inguinali primarie” spiega Flavio Malcher, del Montefiore Medical Center, e dell’Albert Einstein College of Medicine, New York, autore senior dello studio.


I ricercatori hanno indagato sulla percezione delle diverse tecniche tra i chirurghi praticanti e in formazione per mezzo di un questionario pubblicato in tre gruppi chiusi per chirurghi e su Facebook e su WhatsApp, e inviato via e-mail ai membri della Mexican Society of Surgery, della Brazilian Hernia Society, della Asia Pacific Hernia Society e della European Hernia Society. Gli esperti hanno quindi raccolto le risposte e hanno eseguito analisi statistiche comparative descrittive e di base.


Al sondaggio hanno risposto in totale 874 chirurghi, di cui 759 (86,9%) erano maschi e 418 (47,8%) provenivano dal Nord America, 735 (84,1%) avevano completato la formazione e 605 (69,2%) si consideravano specialisti nel campo dell’ernia.


Ebbene, 533 chirurghi (61%) hanno risposto che, nel caso in cui i profili di sicurezza dell’erniografia inguinale fossero uguali, avrebbero scelto la chirurgia mininvasiva, e, supponendo un uguale costo tra tutte le tecniche, quella preferita sarebbe la laparoscopica transaddominale preperitoneale nella maggior parte dei casi. Tra i fattori che hanno pesato sulla scelta della tecnica mininvasiva o meno, i principali sono stati la sicurezza della procedura e l’esperienza del chirurgo; coloro che erano in particolare specializzati sull’ernia sono stati più propensi a scegliere una tecnica mininvasiva.


Fonte: Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniques