Chirurgia mininvasiva può ridurre la necessità di farmaci nel glaucoma

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Minimally Invasive Gynecology, nella gestione della pressione intraoculare in pazienti con glaucoma, la chirurgia del glaucoma mininvasiva (MIGS) può ridurre il numero di classi di farmaci necessari, aumentando così la compliance del paziente e riducendo la tossicità oculare topica e i costi generali, secondo uno studio pubblicato su Seminars in Ophthalmology. La trabeculectomia rimane l’opzione più efficace per il trattamento, ma presenta ancora una percentuale di insuccessi che potrebbe aumentare durante il follow-up.


“Questo studio retrospettivo mirava a valutare la sicurezza e l’efficacia della MIGS (Xen e Cypass) rispetto alla trabeculectomia e agli impianti Baerveldt” spiega Raffaele Nuzzi, dell’Università di Torino, primo autore dello studio.  I ricercatori hanno valutato i dati di pazienti dell’Ospedale Oftalmico di Torino tra gennaio 2015 e 2018.


L’efficacia dell’intervento è stata osservata in base alla pressione intraoculare e al numero di farmaci necessari per controllare la stessa a uno, tre, sei, 12, 24 e 36 mesi, e alle potenziali complicanze. Il successo chirurgico completo è stato definito come una pressione intraoculare ≤21 mmHg, senza farmaci o interventi chirurgici aggiuntivi per il glaucoma. Il successo qualificato è stato definito come pressione intraoculare ≤21 mmHg con la reintroduzione di farmaci topici. La terza misura di successo è stata una riduzione della differenza rispetto al basale della pressione intraoculare superiore al 20%.


Ebbene, la differenza della pressione intraoculare rispetto al basale è stato significativo in ogni caso, tranne che nel gruppo di impianti Xen. La distribuzione media della pressione intraoculare in diversi momenti è stata significativa, tranne che a uno e 12 mesi. La differenza del numero di farmaci rispetto al basale è stato significativo in ogni momento considerato.


Fonte: Seminars in Ophthalmology