Chirurgia robotica sempre più usata negli interventi comuni

L’impiego della chirurgia robotica per procedure comuni è aumentato di più di 8 volte fra il 2012 ed il 2018, come emerge da un’indagine condotta sul registro clinico Michigan Surgical Quality da Kyle Sheetz dell’università del Michigan, secondo cui è interessante che i casi laparoscopici vengano sostituiti da interventi robotici con la stessa frequenza di quelli a cielo aperto.

Ciò contrasta l’idea comune secondo cui la chirurgia robotica faciliti maggiormente la chirurgia mini-invasiva, il che potenzialmente ne giustifica i costi maggiori.

Molti hanno sollevato perplessità nei confronti della rapida ascesa della chirurgia robotica, dati i costi maggiori rispetto alla laparoscopia e le evidenze limitate a supporto del suo impiego, nonché gli scarsi benefici teorici o il limitato razionale clinico in alcune aree.

Sussistono ancora importanti domande senza risposta su sicurezza a breve termine ed efficacia a lungo termine comparative degli interventi robotici rispetto a quelle degli interventi laparoscopici.

Ciò ha importanti implicazioni per elementi come il design delle coperture basate sulle evidenze. Al momento non è chiaro se i maggiori costi ospedalieri associati alla chirurgia robotica raggiungano o meno i pazienti.

Se gli interventi robotici fossero comparativamente superiori, ciò avrebbe un impatto diretto sulla valenza dell’assistenza chirurgica prestata.

Le nuove tecnologie mediche sono ubiquitarie, e sussistono chiare opportunità per una migliore collaborazione fra medici praticanti, legislatori e settore privato degli innovatori.

E’ quindi responsabilità comune aggiungere valore ad un sistema sanitario già complesso e costoso. 

Fonte: JAMA Netw Open online 2020