Colangiocarcinoma intraepatico: modello di previsione delle recidive

Il colangiocarcinoma intraepatico è la seconda neoplasia del fegato in termini di incidenza. La chirurgia rappresenta la migliore terapia per i pazienti affetti, tuttavia il tasso di recidiva resta alto e la prognosi bassa. 

Uno studio internazionale pubblicato dalla rivista JAMA Surgery mostra che molti pazienti affetti da questo tipo di cancro sperimentano una recidiva nei sei mesi successivi all’intervento. I ricercatori hanno anche messo a punto un modello predittivo del rischio di recidiva basandosi sulle condizioni pre e post operatorie dei pazienti.

Gli scienziati hanno analizzato i dati di 880 pazienti che sono stati sottoposti a resezione chirurgica a scopo terapeutico tra il 1990 e il 2016. L’età media dei partecipanti era di 59 anni, il 44% composto da donne, il 50% composto da bianchi, 44% da asiatici e il 3% da persone di colore. Circa un quarto dei pazienti ha sviluppato una recidiva nei sei mesi dall’operazione, un dato significativo considerato che la sopravvivenza globale media a 5 anni dei pazienti con recidiva era del 9%, senza recidiva del 50%.

I ricercatori hanno quindi sviluppato un modello preparatorio che permetteva di classificare i pazienti in soggetti a rischio basso, intermedio o elevato sulla base di variabili come l’età, l’etnia, la presenza di cirrosi epatica, le dimensioni del tumore. 

Il modello postoperatorio invece si basa su dati patologici come invasione microvascolare, stato nodale e margini di resezione. 

I modelli si sono rivelati degli strumenti accurati, anche se hanno fornito dei dati inaspettati per quanto riguarda l’età. Sia il modello pre operatorio che post operatorio associano l’essere più giovani a un maggior rischio di recidiva. Forse a causa dell’aumento “dell’attività proliferativa e angiogenica delle cellule tumorali nei soggetti più giovani”, scrivono gli autori.

In ogni caso i modelli sviluppati sono stati messi a disposizione sotto forma di calcolatore online, di facile utilizzo, per aiutare i medici a prevedere la possibilità di recidiva dopo la resezione del colangiocarcinoma intraepatico e quindi valutare le migliori strategie terapeutiche e di sorveglianza post-operatoria.

Fonte: JAMA Surgery

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