Come cambia il rischio di Covid-19 per gli adulti che vivono con e senza figli

Un recente studio ha approfondito il rischio di infezione da Sars-CoV-2 e Covid-19 tra gli adulti che vivono con e senza bambini durante le prime due ondate della pandemia del Regno Unito. I ricercatori non hanno trovato alcuna prova di un aumento del rischio nella prima ondata (da febbraio ad agosto 2020), mentre hanno registrato un piccolo aumento dei rischi di infezione e ricovero ospedaliero durante la seconda (da settembre a dicembre 2020), ma questo non si è tradotto in un rischio materialmente aumentato di mortalità da Covid-19.


Il ruolo dei bambini e degli adolescenti nella trasmissione della Sars-CoV-2 è ancora incerto. Alcune prove suggeriscono che sono meno suscettibili all’infezione perché prendono più raffreddori dai coronavirus stagionali ogni anno rispetto agli adulti.


Gli adulti che vivono con i bambini hanno anche più “raffreddori comuni” rispetto a quelli che non vivono con i bambini e questo potrebbe comportare un minor rischio di esiti gravi dell’infezione da Sars-CoV-2. Tuttavia, vivere con i bambini potrebbe portare a maggiori opportunità di infezione e quindi a maggiori rischi per gli adulti che abitano con loro.


Per affrontare questa incertezza, i ricercatori hanno studiato se il rischio di infezione e gli esiti gravi da Covid-19 differissero tra gli adulti che vivono con e senza bambini in età scolare durante le prime due ondate della pandemia del Regno Unito. Hanno attinto ai dati di assistenza primaria per 12 milioni di adulti dai 18 anni in su collegati ai ricoveri ospedalieri e di terapia intensiva e ai registri di morte in Inghilterra durante la prima e la seconda ondata.


Sono state registrate la presenza e l’età dei bambini in ogni famiglia, e sono stati presi in considerazione i fattori noti per essere associati a Covid-19 grave, come età, sesso, etnia, peso e condizioni di salute preesistenti. Sono poi stati analizzati i dati per vedere chi ha sviluppato l’infezione da Sars-CoV-2, chi è stato ricoverato in ospedale o in terapia intensiva, o è morto per il Covid-19. Sono stati analizzati separatamente i dati degli adulti tra i 18 e i 65 anni e degli over65.


Durante la prima ondata, per il primo gruppo vivere con bambini di qualsiasi età non è stato associato a un rischio notevolmente aumentato di infezione da Sars-CoV-2 o a esiti gravi da Covid-19. Durante la seconda ondata, c’è stato un aumento del rischio di infezione e di ricovero ospedaliero legato al Covid-19 (ma non al ricovero in terapia intensiva) per gli adulti di età pari o inferiore a 65 anni che vivono con bambini di qualsiasi età, rispetto a quelli che non lo fanno.


Tuttavia, gli aumenti assoluti dei rischi sono stati piccoli: i ricercatori hanno stimato che il numero di persone che hanno avuto un’infezione da Sars-CoV-2 è passato da 810 a 850-870 per 10.000 persone che vivono con bambini di età 0-11 anni e a 970-1000 per coloro che vivono con bambini di 12-18 anni.


Per i ricoveri ospedalieri, vivere con bambini di 0-11 anni è stato associato a un aumento da 160 a tra 161-165 ogni 10.000 persone, mentre abitare con bambini di 12-18 anni ha provocato un aumento fino a 166. Non c’è stato alcun aumento del rischio di morte in entrambe le ondate.

Le persone che vivono con bambini di qualsiasi età hanno fatto registrare meno probabilità di morire per cause non legate al covid nel complesso, e le persone che vivono con bambini di età compresa tra 0 e 11 anni hanno anche avuto meno probabilità di morire di Covid-19 sia nella prima sia nella seconda ondata.


Nonostante questo sia uno studio ampio e ben progettato, che ha utilizzato i dati delle cartelle cliniche elettroniche, i risultati sono osservazionali e gli autori non possono escludere la possibilità che altri fattori non misurati o dati mancanti possano aver influenzato i risultati.


Gli esperti hanno notato che l’aumento dei rischi durante la seconda ondata è stato osservato in un momento in cui le scuole sono rimaste aperte, sollevando la possibilità che la frequenza scolastica diffusa possa aver portato a un aumento dei rischi per le famiglie, ma questi risultati potrebbero in realtà essere spiegati anche da altre differenze esistenti tra famiglie con e senza figli. Per questo motivo, hanno concluso che sarà fondamentale un attento monitoraggio e valutazione alla riapertura delle scuole.


Fonte: The Bmj

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