Come la solitudine altera la mappa del cervello sociale

Le persone con meno relazioni sociali percepiscono spesso un divario tra se stessi e gli altri e questa sensazione si riflette nella mappa del cervello sociale. È quanto rivela uno studio condotto da due psicologi americani, pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience.

Per quanto le connessioni sociali siano fondamentali per il benessere degli esseri umani, si sa poco del modo in cui il cervello rappresenta l’attaccamento alle altre persone. I ricercatori hanno combinato analisi univariate e multivariate di imaging cerebrale per valutare se e come il cervello organizza il modo di vedere gli altri in base a quanto questi sono vicini a se stessi.

Per far questo hanno analizzato tramite fMRI il funzionamento della corteccia prefrontale di 43 partecipanti mentre questi pensavano a se stessi, ad amici intimi, a conoscenti o a celebrità. 

Pensare a persone delle diverse categorie comportava una differente attività cerebrale: più il rapporto che si ha con gli altri era stretto, più lo schema cerebrale somigliava a quello della rappresentazione di se stessi. 

Questi schemi però erano alterati nelle persone con meno relazioni sociali. Nella corteccia prefrontale, la solitudine era associata ad una ridotta somiglianza tra la rappresentazione di se stessi e degli altri in generale. In altre parole, le persone più solitarie hanno una rappresentazione neurale “più solitaria” delle loro relazioni.

Fonte: Journal of Neuroscience