Come sopravvivono le cellule tumorali della leucemia linfatica cronica

Le cellule tumorali, nella leucemia linfatica cronica, riducono la produzione di una particolare proteina, STING, per garantire una maggiore espressione del recettore delle cellule B sulla propria superficie. Questo meccanismo, scoperto dai ricercatori del Wistar Institute e descritto dalla rivista di Nature, Cellular & Molecular Immunology, è una strategia che le cellule maligne adottano per aumentare la propria sopravvivenza.

La proteina STING si trova sulla membrana del reticolo endoplasmatico e permette di rilevare, nel citoplasma, la presenza di Dna che può essere associato ad anomalie cellulari o infezioni da virus e batteri intracellulari. In risposta a queste condizioni, STING promuove la produzione di interferoni di tipo I e altre molecole pro-infiammatorie.

In studi precedenti lo stesso gruppo di ricercatori aveva scoperto che l’attivazione di STING da parte degli agonisti induce la morte cellulare nei linfociti B normali e maligni.

“Le cellule della CLL producono in genere bassi livelli di STING e alti livelli di recettore delle cellule B (BCR) che supporta la loro sopravvivenza”, spiega Chih-Chi Andrew Hu, autore senior dello studio. Gli scienziati hanno scoperto che le due cose potrebbero essere correlate, analizzando due modelli murini diversi, uno in cui il gene STING nelle cellule B era costantemente attivo, l’altro in cui il gene era assente.

Nel primo caso il risultato è stato una diminuzione della segnalazione BCR, nel secondo un maggiore livello di BCR.

“Questi risultati”, scrivono gli autori, “rivelano un nuovo ruolo di STING nelle cellule B: la regolazione della segnalazione BCR nelle cellule B sane e tumorali”.

Fonte: Nature, Cellular & Molecular Immunology

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