Complicazioni emorragiche da ECMO: aspetti clinici e fisiopatologici

L’ossigenazione a membrana extracorporea (ECMO) viene sempre più spesso impiegata per trattare gravi casi di insufficienza cardiaca o respiratoria. Le complicazioni emorragiche sono fra le più comuni durante la ECMO, e possono essere pericolose per la sopravvivenza.

E’ stato condotto uno studio allo scopo di chiarire i meccanismi fisiopatologici delle complicazioni emorragiche associate alla ECMO ed il loro impatto sui test della coagulazione standard e viscoelastici.
Sono stati esaminati 27 pazienti, 16 dei quali ha sviluppato complicazioni emorragiche. Sono stati individuati 102 episodi emorragici distinti in 116 intervalli di 24 ore, ed il 27% di essi è stato considerato clinicamente significativo.

Il maggior numero di emorragie associate alla ECMO è intervenuto nel secondo e terzo giorno di trattamento.I sanguinamenti del tratto respiratorio hanno rappresentato la complicazione emorragica più comune, intervenendo nel 62% degli intervalli di 24 ore.

Tutti gli intervalli di 24 ore sono stati divisi in due gruppi in base alla presenza o meno di sanguinamenti. La probabilità di emorragie era significativamente associata ad anomalie di 4 parametri, ossia incremento dell’INR, incremento del PT, riduzione della massima solidità del coagulo nella cascata intrinseca (MCFin) ed incremento del tempo di formazione del coagulo nella cascata estrinseca (CFTex).

Le complicazioni emorragiche associate alla ECMO sono dunque correlate ad un’anomalia della coagulazione tradizionale e a due anomalie viscoelastiche. Nella gestione dell’emostasi durante la ECMO, quindi, è necessario focalizzarsi su anomalie di PT/INR, MCFin e CFTex.

Fonte: PloS ONE 2020

IT-NON-03133-W-10/2022