Con partner da diverse comunità si riducono sforzi per contrastare diffusione virus

L’abitudine di avere partner da diverse comunità potrebbe aiutare a spiegare perché alcuni sforzi per prevenire la diffusione del virus HIV hanno un effetto solo moderato. È quanto osserva uno studio guidato da Lerato Magosi, della Chan School of Public Health della Harvard University (USA), e pubblicato su eLife.

Secondo gli autori, l’identificazione precoce e il trattamento dell’HIV possono prevenire la trasmissione del virus; tuttavia, ampi studi in Africa sub-sahariana non sono stati tanto efficaci, come prevedevano i modelli matematici, nel frenare le nuove infezioni.

Per lo studio, i ricercatori americani si sono focalizzati sul Botswana. Il team ha sequenziato campioni di HIV raccolti da 5.411 individui di 30 diverse comunità che hanno partecipato a un trial di prevenzione dell’HIV e che ha consentito di mappare la trasmissione dell’HIV nelle comunità.

Identificando i campioni di HIV che erano strettamente correlati a livello genetico, il team è stato in grado di tracciare in che modo il virus si diffonde tra queste comunità. I ricercatori hanno quindi osservato che la gran parte delle trasmissioni c’è stata tra individui che avevano più o meno la stessa età e tra chi viveva nella stessa comunità o in comunità vicine, piuttosto che distanti. Secondo gli autori, dunque, il sequenziamento genetico può essere uno strumento di valore che aiuta a identificare i pattern di trasmissione dell’HIV a livello geografico.

 Fonte: eLife (2022) – doi: 10.7554/eLife.72657

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