Covid: anestesisti, ‘no a metodi elastici su conteggio posti letto terapia intensiva’

“Affinché tutti i decisori politici ed amministrativi del Ssn siano messi in grado di prendere le più opportune iniziative di contenimento di una pandemia ancor oggi fuori controllo, ribadiamo ancora una volta che dev’essere chiaro a tutti che i criteri utilizzati” per il conteggio dei posti letto in terapia intensiva “non possono e non devono in alcun modo essere ‘elasticizzati'”. Lo sottolinea in una nota inviata al presidente della Conferenza delle Regioni, ai governatori e agli assessori alla Sanità, e per conoscenza al ministro della Salute l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – Emergenza area critica (Aaroi-Emac).


L’Aaroi-Emac rileva “criticità nei criteri di disponibilità dei posti letto di terapia intensiva, nei loro tassi di occupazione e nelle dotazioni di personale medico e infermieristico. Criticità che riguardano principalmente taluni criteri che annoverano tra i posti letto di Terapia Intensiva (posti letto di Rianimazione) anche quei posti letto che sono definiti dalle corrispettive Amministrazioni Regionali come ‘convertibili’, vale a dire ricavabili addirittura anche da lettini operatori; talune esclusioni, dal computo dei pazienti degenti in Rianimazione, di quei pazienti che pur ricoverati in Reparti classificati ‘ad intermedia intensità di cura’ (Unità di Terapia Sub-Intensiva) sono in realtà sottoposti a trattamenti terapeutici anche ma non solo respiratori di tipo intensivo, vale a dire per esempio che vi vengono ricoverati per essere intubati e ventilati meccanicamente, il che è un trattamento invece riservato alle Rianimazioni; talune organizzazioni del lavoro del personale medico ed infermieristico, in primis quanto alle rispettive dotazioni numeriche, non completamente rispondenti ai criteri di corretto dimensionamento di tali dotazioni organiche per le Rianimazioni”. 


Rispetto a tali criticità gli anestesisti ribadiscono “che i criteri di corretta definizione sono da sempre definiti anche per legge, e anche sotto il profilo dell’appropriatezza clinica condivisi dall’Associazione al suo livello nazionale, di cui le Rappresentanze Regionali e Aziendali sono una diretta declinazione”.


L’Aaroi-Emac sottolinea, infine, che “considerando che non è possibile continuare ad affrontare la situazione ospedaliera nelle condizioni “d’emergenza” che sono perdurate e perdurano da oltre un anno, per noi, a maggior ragione oggi, i posti letto di Rianimazione da considerare per ciascuna Regione, ai fini delle valutazioni che competono ai decisori politici e amministrativi del Ssn, e più in generale a coloro i quali governano il nostro Paese, sono soltanto quelli ‘attivati’, mai dimenticando che la moltiplicazione oltre i livelli attuali dei posti letto di Rianimazione non è mai stata la soluzione per contrastare la Pandemia Covid”.


Fonte: Adnkronos Salute

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