Covid. Cresce il fronte di chi vuole togliere obbligo mascherine a scuola. Speranza frena: “Valutazioni spettano a comunità scientifica”

“Almeno nell’ultimo mese di lezioni, eliminiamo l’obbligo di mascherina a scuola. Come è possibile che gli studenti debbano indossarla in classe, anche mentre sono seduti distanziati nei banchi, e poi possano girare senza nei centri commerciali al chiuso, nell’ora dello shopping? La Liguria è pronta a portare questa richiesta in Conferenza Stato-Regioni”. A chiederlo è il governatore ligure Giovanni Toti sulla sua pagina social.

“Basta regole stravaganti, fidiamoci degli italiani e dei nostri ragazzi che hanno imparato quando è importante usare i dispositivi di protezione e sono stati spesso più diligenti di tanti adulti – conclude -. Facciamo vincere il buonsenso”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: “Condivido l’appello del presidente della Liguria, Giovanni Toti, a rimuovere l’obbligo di indossare la mascherina nelle aule scolastiche. Una richiesta che mi è arrivata anche da tante famiglie, che ci sollecitano ad adottare una misura di buon senso per l’ultima parte dell’anno scolastico. Come Lega lo stiamo chiedendo da diverse settimane, in considerazione sia del miglioramento dei dati epidemiologici sia della brusca impennata delle temperature, che soprattutto nel Mezzogiorno rende davvero difficile seguire le lezioni: oggi, in diversi centri, siamo abbondantemente oltre i 30 gradi”

“Tra l’altro, è ormai dimostrato che a scuola il rischio di contagio riguarda soprattutto le fasi di entrata e di uscita, non certo quando gli studenti sono seduti ognuno al proprio posto. Si potrebbe lasciare l’obbligo di indossare la mascherina solo quando ci si alza dal banco o si circola nei corridoi. Ci appelliamo – conclude – ancora una volta alle autorità sanitarie affinché i protocolli siano rivisti al più presto: la decisione finale spetta al ministro Speranza, che mi auguro si dimostri più in sintonia con il Paese reale rispetto a quanto fatto finora”.

Ma per ora il Ministro della Salute, Roberto Speranza non si sbilancia: “Sono valutazioni che deve fare la nostra comunità scientifica, non sono mai state scelte politiche”.

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