Covid. Draghi: “Voglio eliminare le restrizioni il più presto possibile.”

“Nei prossimi giorni una roadmap per eliminare ogni incertezza”. E sul bonus psicologo: “Più che un bonus è un ristoro”

“La situazione sanitaria continua a migliorare. Questa settimana ci sono stati in media 54 mila nuovi casi a fronte dei 67 mila di una settimana fa. Anche il numero dei ricoveri in terapia intensiva è migliorato, in calo del 20% e anche il numero dei ricoveri ordinari è in forte calo. La campagna di vaccinazione procede, quasi l’89% delle persone con più di 12 anni ha già completato il ciclo vaccinale primario e oltre 36 milioni di italiani ha ricevuto la terza dose. Ringrazio il commissario Figliuolo ed i cittadini per questo risultato”.

Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri di venerdì 18 febbraio che, come ha ricordato, tra le altre cose ha approvato un stanziamento di 15 milioni per le famiglie degli operatori sanitari deceduti a causa del Covid.
 
Quanto alla possibilità di eliminare le restrizioni allo scadere dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo il premier ha spiegato: “Io voglio eliminare le restrizioni il più presto possibile. Non abbiamo ancora una roadmap specifica, ma l’avremo entro pochi giorni in modo da eliminare ogni incertezza tra ora e il 31 marzo”. Draghi ha poi ribadito che le attuali misure sono state prese sulla base di evidenze scientifiche: “Non ci sono politici che si sono inventati esperti, le decisioni sulle restrizioni sono state prese sulla base delle indicazioni dei nostri scienziati. Oggi posso dire di volerne uscire al più presto grazie al successo della campagna vaccinale”.

Infine, sull’emendamento al decreto milleproroghe approvato alla Camera con il quale si introduce il bonus psicologo, il premier ha chiarito come la decisione sia venuta “dopo che è stato fatto da parte del Ministero della Salute una valutazione d’impatto sulle conseguenze psicologiche delle restrizioni, che hanno pesato di più sulle generazioni più giovani. Più che un bonus, di fatto è un ristoro, perché le famiglie che si sono trovate ad affrontare spese per aiutare i giovani o gli anziani hanno titolo per avere un ristoro. Non mi sento di essere ostile a una misura del genere”, conclude Draghi.

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