Covid: la prono-supinazione ha dei rischi, studio insegna a personalizzarla

Medici Asst Mantova, ‘attenzione soprattutto in donne obese trattate con alte dosi di eparina’

La prono-supinazione, pratica che alterna le posizioni prona e supina e viene spesso utilizzata in ospedale nei malati di Covid-19 in condizioni gravi, “potrebbe essere ottimizzata attraverso una personalizzazione che tenga conto delle caratteristiche di ciascun paziente, con particolare riferimento all’indice di massa corporea, al sesso e al dosaggio dell’eparina somministrata”. L’esperienza ha infatti suggerito ai medici che, “nel caso di donne obese in cui la prono-supinazione implica maggiori traumatismi mammari, la tecnica potrebbe non essere scevra da rischi, specialmente se tali pazienti sono anche trattati con alte dosi di anticoagulante”. È la conclusione di uno studio dell’Asst Mantova, pubblicato sull”Italian Journal of Emergency Medicine’.


Il lavoro – riferiscono dall’azienda socio sanitaria territoriale, sottolineando che si tratta di “primo report incentrato su questa tematica” – descrive due casi di grave complicanza emorragica pettorale in donne colpite da Covid e trattate con prono-supinazione e ventilazione non invasiva, proponendo soluzioni per migliorare l’approccio. Indicazioni suggerite da professionisti, quelli dell’ospedale Poma di Mantova, che fra marzo e aprile 2020 hanno ricoverato 75 pazienti Covid nella struttura di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso, 57 dei quali presentavano polmonite con sindrome da distress respiratorio acuto.


Lo studio è firmato dai medici della Struttura di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso Dario Benazzi, Viviana Antonicelli, Enrica Foroni, Massimo Bellini, Andrea Smurra, Claudia Lo Bianco e Massimo Amato (direttore del reparto), dalla collega della Medicina generale Barbara Presciuttini.


In base alle evidenze – spiega una nota dall’Asst mantovana – i pazienti con polmonite da Covid-19 mostrano uno stato di ipercoagulazione. Di conseguenza, una delle principali cause di morte è l’embolia polmonare. Allo stesso tempo vanno incontro a ipossia e necessitano quindi di un supporto respiratorio con maschera o ventilazione non invasiva. Per loro si adotta un protocollo terapeutico che include, nei casi severi, il trattamento anticoagulante e l’alternanza della posizione prona e supina.


Nella ricerca sono stati analizzati due casi di donne obese con ematoma pettorale sinistro e grave anemia secondaria acuta. Secondo gli esperti, si può ipotizzare che la condizione bioumorale endovascolare nelle forme severe di polmonite da Covid, unita all’impiego di eparina, determini una condizione di fragilità della parete vascolare. In aggiunta, i continui cambi di posizione conducono probabilmente a ripetuti traumatismi e rottura di vasi sanguigni. Si è inoltre notato che, in un caso, il trattamento con eparina non solo ha contribuito al sanguinamento, ma non ha nemmeno prevenuto l’embolia polmonare.


Da qui il consiglio degli autori: personalizzare la procedura di prono-supinazione, con particolare attenzione alle donne con obesità e in trattamento con alte dosi di anticoagulante.


Fonte: Adnkronos Salute

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