Covid: Oms, variante Delta in 111 Paesi, Alfa in 178, ‘cautela in viaggi’

‘Mutante rilevato in India cresce in tutte le regioni del mondo’


Aumentano le zone del mondo in cui viene segnalata la variante Delta del coronavirus Sars-CoV-2. Secondo il focus contenuto nel bollettino settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità (relativo al periodo 5-11 luglio), sono 111 i Paesi, territori o aree che hanno rilevato la presenza del mutante identificato per la prima volta in India, 15 in più rispetto alla settimana precedente. E il numero di Paesi che registrano casi di Delta si avvicina a grandi passi a quello della variante Alfa, scoperta originariamente in Uk e presente – secondo i dati dell’ultima settimana – in 178 Paesi e territori del mondo, 6 in più rispetto ai 7 giorni precedenti.


Segue subito dopo la variante Beta, identificata per la prima volta in Sudafrica, e oggi presente in 123 Paesi (3 nuovi). Infine 75 Paesi (3 nuovi) hanno segnalato casi della variante Gamma, rilevata in origine in Brasile. Sebbene questa distribuzione vada “interpretata con la dovuta considerazione dei limiti di sorveglianza, comprese le differenze nelle capacità di sequenziamento e nelle strategie di campionamento tra Paesi – osserva l’agenzia ginevrina – viene tuttavia segnalato un aumento complessivo dei casi di Covid causati dalla variante Delta in tutte le regioni dell’Oms”.


‘Probabile maggiore pressione su sistemi sanitari – Rischi spostamenti internazionali, valutare misure di mitigazione’

“Se al 13 luglio almeno 111 Paesi e territori hanno segnalato il rilevamento di Delta, si prevede che” la sua presenza “continuerà ad aumentare, e che diventerà la variante dominante a livello globale nei prossimi mesi”, ribadisce l’agenzia Onu per la salute, definendo “probabile che la maggiore trasmissibilità associata a questa variante si traduca in aumento dell’incidenza dei casi Covid e maggiore pressione sui sistemi sanitari, in particolare in contesti di bassa copertura vaccinale”.


Da qui un monito sulla cautela necessaria negli spostamenti in tempi di vacanze: “Mentre i Paesi riprendono gradualmente i viaggi internazionali non essenziali – fa notare l’Oms – l’introduzione di misure di mitigazione del rischio per ridurre l’esportazione, l’importazione e la trasmissione successiva di Sars-CoV-2 associate ai viaggi dovrebbe basarsi su valutazioni approfondite condotte in modo sistematico”.


Fonte: Adnkronos Salute

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