Covid: Ordine medici a Governo e Parlamento, rafforzare ‘scudo legale’ operatori

Il presidente Anelli in Senato, ‘strumento insufficiente per straordinaria emergenza’


Rafforzare lo ‘scudo legale’, che risulta “incompleto e insufficiente” per la tutela dei professionisti sanitari, “che hanno operato in un contesto straordinario”. E chiarire natura, meccanismo, ruoli e responsabilità nell’applicazione del cosiddetto ‘obbligo vaccinale’ per gli operatori. Sono le due richieste della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), presentate dal presidente, Filippo Anelli, in audizione oggi in Commissione Affari Costituzionali del Senato sulla ‘Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti SarS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici’.


“Chiediamo al Parlamento e al Governo – ha aggiunto Anelli – un impegno ad aprire la discussione, all’interno di questo provvedimento, sullo scudo legale per i medici e i professionisti sanitari che hanno operato nelle strutture sanitarie durante i mesi più difficili dell’emergenza Covid. Vanno messi in sicurezza anche dalle aggressioni penali, civili e amministrative, che certamente aumenteranno, stante il contesto drammatico emergenziale nel quale hanno operato durante il coronavirus. Ed è inaccettabile mettere coloro che oggi noi riteniamo eroi nelle condizioni di doversi difendere per anni, per avere cercato con ogni mezzo, con generosità, con coraggio, di salvare delle vite umane durante il coronavirus”. 


“Il cosiddetto scudo penale introdotto dal provvedimento – ha fatto notare Anelli – riprende infatti l’articolo 590 sexies del Codice penale, introdotto con la Legge Gelli-Bianco, la 24 del 2017. Tale articolo esclude, per i sanitari, la punibilità per lesioni colpose e omicidio colposo cagionati da imperizia, quando siano state rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida, ovvero, in mancanza di queste, dalle buone pratiche. Raccomandazioni e buone pratiche che, di fronte a un virus sconosciuto, non potevano, almeno all’inizio, esistere. E che sono sostituite dalle prescrizioni normative per la campagna vaccinale, dalle indicazioni allegate ai vaccini approvati e dalle circolari ministeriali”.


Categoria medica delusa per norma incompleta e con tutele insufficienti’

“Non possiamo non esprimere la delusione da parte della categoria professionale medica per tale formulazione che risulta incompleta e insufficiente per la tutela penale per i professionisti, che hanno operato in un contesto straordinario. Le disposizioni a tutela dell’operato dei professionisti durante il Covid non recepiscono appieno le richieste avanzate dal mondo medico, limitandosi a esimere i vaccinatori dalla punibilità per omicidio colposo e lesioni colpose a seguito della somministrazione del vaccino”, ha aggiunto. 


“Questa Federazione ha chiesto a più riprese di tenere in debito conto le difficoltà che i professionisti sanitari hanno dovuto affrontare e stanno affrontando nella lotta contro il Covid. Professionisti che si sono trovati a combattere una malattia sconosciuta, per la quale le evidenze scientifiche sono in continuo divenire e derivano per la gran parte da studi osservazionali. Molte sono ancora le aree di incertezza su interventi e terapie, e maggiori erano un anno fa, quando tutto è iniziato”, ha detto Anelli.


“Per questo, avevamo auspicato che a condizioni straordinarie corrispondessero interventi straordinari, che sollevassero il medico da atti professionali compiuti, lo ricordiamo, in un contesto emergenziale, da medicina delle catastrofi, e con il solo obiettivo di salvare vite. Invece il provvedimento concerne esclusivamente la fase di vaccinazione. Argomento che, se ha fatto molta presa sui media, non preoccupava più di tanto i medici, abituati ad assumersi responsabilità in tutte le campagne vaccinali. Oltretutto, permangono forti dubbi che la punibilità possa essere esclusa laddove non vi siano atti medici propedeutici alla somministrazione del vaccino”, ha concluso Anelli.


Fonte: Adnkronos Salute

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