Covid: Ordine psicologi, ‘stress e disagio per 1 italiano su 3, più donne e giovani’

Lazzari (Cnop), ‘in aumento anche disturbi psicologici maggiori, sarà l’onda lunga della pandemia ‘


“Malessere psicologico e stress sono in deciso aumento. Quasi una persona su tre ha, ad oggi, un livello di stress molto elevato. E questo riguarda soprattutto i giovani e le donne. Un fenomeno che è in gran parte legato alla pandemia e ai cambiamenti che ha comportato. E che evidenzia una forte crescita anche dei disturbi psichici importanti, seppure su questo ultimo fenomeno non abbiamo ancora dati precisi”. Lo spiega all’Adnkronos Salute David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop).


Dai dati dello ‘stressometro’, strumento messo in campo dall’Ordine degli psicologi la cui ultima rilevazione è del 18 maggio, “emerge – continua Lazzari – che il 34% della popolazione ha un livello di stress elevato (tra 80 e 100, e 100 è il massimo). Un dato più alto tra le donne (41%contro il 27% degli uomini) e tra i più giovani (45% sotto i 34 anni contro il 29% per gli over 54)”. Numeri che, precisa Lazzari, non vanno trascurati poiché “anche se non parliamo di malattie in senso stretto, lo stress eccessivo e prolungato è il primo responsabile di danni alla salute. E condiziona negativamente l’intera vita: abbassa le nostre prestazioni, ci rende più insicuri, abbassa il livello dell’umore, ci rende più irritabili, ci toglie energie”.


Per quanto riguarda invece le patologie psichiche significative che richiedono cure, “questa fascia della popolazione che normalmente era intorno al 5% nel pre-Covid adesso è aumentata. Non abbiamo dati esatti, ma possiamo stimare un aumento del 5-7% che crescerà con il tempo, anche all’8- 10%”.


“Questa sarà l’onda lunga della pandemia. Noi sappiamo, infatti – prosegue Lazzari – che tutti gli eventi stressanti di particolare rilevanza, producono ricadute nel tempo. Dal punto di vista psicologico le ricadute non si vedono nell’immediato ma a lungo termine. Lo sappiamo perché ogni grande trauma collettivo, come i terremoti, è stato monitorato nel tempo. E oggi sappiamo che per i 5 anni successivi all’evento si ha un aumento importante di questi problemi. E sarà così anche per la pandemia”.


Fonte: Adnkronos Salute

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